Il perdono non
consiste in una emozione, ma in una decisione. Non nasce come evento
improvviso, ma come un percorso. La portata scandalosa del perdono, ciò che va
contro tutti i nostri istinti, sta nel fatto che è la vittima che deve
convertirsi, non colui che ha offeso, ma colui che ha subito l'offesa. Difficile,
eppure il Vangelo assicura che è una possibilità offerta all'uomo, per un
futuro risanato. «Il perdono è la de-creazione del male» (R. Panikkar), perché
rattoppa incessantemente il tessuto continuamente lacerato delle nostre
relazioni. Gesù indica un percorso in 5 passi. Il primo è il più esigente: tu
puoi intervenire nella vita di un altro e toccarlo nell'intimo, non in nome di
un ruolo o di una presunta verità, ma solo se ha preso carne e sangue dentro di
te la parola fratello, come afferma Gesù: se tuo fratello pecca... Solo la
fraternità reale legittima il dialogo. Quello vero: non quello politico, in cui
si misurano le forze, ma quello evangelico in cui si misurano le sincerità. Il
secondo momento: dopo aver interrogato il cuore, tu va' e parla, tu fa il primo
passo, non chiuderti in un silenzio ostile, non fare l'offeso, ma sii tu a
riallacciare la relazione. Lontano dalle scene, nel cuore della vita, tutto
inizia dal mattoncino elementare di tutta la realtà, il rapporto io-tu. Se ti
ascolta, avrai guadagnato tuo fratello. Verbo stupendo: guadagnare un fratello.
Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in
fraternità è l'unica politica economica che produce vera crescita. Poi gli
altri passi: prendi con te una o due persone, infine parlane alla comunità. E
se non ascolta sia per te come il pagano e il pubblicano. Un escluso, uno
scarto? No. Con lui ti comporterai come ha fatto Gesù, che siede a mensa con i
pubblicani per annunciare la bella notizia della tenerezza di un Dio chino su
ciascuno dei suoi figli. Tutto quello che legherete o che scioglierete sulla
terra, lo sarà anche in cielo. Gesù non parla da giurista, non lo fa mai. «Il
potere di perdonare il male non è il potere giuridico dell'assoluzione, è il
potere di diventare una presenza trasfigurante anche nelle esperienze più
squallide, più impure, più alterate dell'uomo» (Don Michele Do). È il potere
conferito a tutti i fratelli di diventare presenza che de-crea il male, con
gesti che vengono da Dio: perdonare i nemici, trasfigurare il dolore,
immedesimarsi nel prossimo: è l'eternità che si insinua nell'istante. Infatti:
ciò che scioglierete, come lui ha sciolto Lazzaro dalle bende della morte; ciò
che legherete, come lui ha legato a sé uomini e donne; ciò che scioglierete
avrà libertà per sempre, ciò che legherete avrà comunione per sempre.
E.
Ronchi
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