sabato 23 maggio 2020

Celebrazioni dal 23 al 31 maggio - norme per l'accesso alla chiesa




Esegesi della Parola festiva - domenica 24 maggio 2020 - Ascensione di Gesù al cielo


L'ultimo appuntamento di Gesù ai suoi è su di un monte in Galilea, la terra dove tutto ha avuto inizio. I monti sono come indici puntati verso l'infinito, la terra che si addentra nel cielo, sgabello per i piedi di Dio, dimora della rivelazione della luce: sui monti si posa infatti il primo raggio di sole e vi indugia l'ultimo. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù lascia la terra con un bilancio deficitario: gli sono rimasti soltanto undici uomini impauriti e confusi, e un piccolo nucleo di donne tenaci e coraggiose. Lo hanno seguito per tre anni sulle strade di Palestina, non hanno capito molto ma lo hanno amato molto, e sono venuti tutti all'appuntamento sull'ultima montagna. E questa è la sola garanzia di cui Gesù ha bisogno. Ora può tornare al Padre, rassicurato di essere amato, anche se non del tutto capito, e sa che nessuno di loro lo dimenticherà. Gesù compie un atto di enorme, illogica fiducia in uomini che dubitano ancora, non resta a spiegare e a rispiegare. Il Vangelo e il mondo nuovo, che hanno sognato insieme, li affida alla loro fragilità e non all'intelligenza dei primi della classe: è la legge del granello di senape, del pizzico di sale, dei piccoli che possono essere lievito e forse perfino fuoco, per contagiare di Vangelo e di nascite coloro che incontreranno. C'è un passaggio sorprendente nelle parole di Gesù: A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra... Andate dunque. Quel dunque è bellissimo: per Gesù è ovvio che ogni cosa che è sua sia anche nostra. Tutto è per noi: la sua vita, la sua morte, la sua forza! Dunque, andate. Fate discepoli tutti i popoli... Con quale scopo? Arruolare devoti, far crescere il movimento con nuovi adepti? No, ma per un contagio, un'epidemia divina da spargere sulla terra. Andate, profumate di cielo le vite che incontrate, insegnate il mestiere di vivere, così come l'avete visto fare a me, mostrate loro quanto sono belli e grandi. E poi le ultime parole, il suo testamento: Io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo: con voi, sempre, fino alla fine. Cosa sia l'ascensione lo capiamo da queste parole. Non è andato lontano o in alto, in qualche angolo remoto del cosmo, ma si è fatto più vicino di prima. Se prima era insieme con i discepoli, ora sarà dentro di loro. Non è andato al di là delle nubi ma al di là delle forme. È asceso nel profondo delle cose, nell'intimo del creato e delle creature, e da dentro preme come forza ascensionale verso più luminosa vita. Quel Gesù che ha preso per sé la croce per offrirmi in ogni mio patire scintille di risurrezione, per aprire brecce nei muri delle mie prigioni, Lui è il mio Dio esperto di evasioni!
                                                                                             E. Ronchi

sabato 16 maggio 2020

Da lunedì 18 maggio riprendono le celebrazioni


DA LUNEDI 18 MAGGIO RIPRENDONO LE CELEBRAZIONI
ATTENZIONE!
Per il momento le Messa prefestiva delle 17
verrà celebrata a Ramate e non a Montebuglio



Esegesi della Parola Festiva - domenica 17 maggio 2020


Un Vangelo da mistici, di fronte al quale si può solo balbettare, o tacere portando la mano alla bocca. La mistica però non è esperienza di pochi privilegiati, è per tutti, «il cristiano del futuro o sarà un mistico o non sarà» (Karl Rahner). Il brano si snoda su sette versetti nei quali per sette volte Gesù ripropone il suo messaggio: in principio a tutto, fine di tutto, un legame d'amore. E sono parole che grondano unione, vicinanza, intimità, a tu per tu, corpo a corpo con Dio, in una divina monotonia: il Padre vi darà lo Spirito che rimanga con voi, per sempre; che sia presso di voi, che sarà in voi; io stesso verrò da voi; voi sarete in me, io in voi; mai orfani. Essere in, rimanere in: ognuno è tralcio che rimane nella vite, stessa pianta, stessa linfa, stessa vita. Ognuno goccia della sorgente, fiamma del roveto, respiro nel suo vento. Se mi amate. Un punto di partenza così libero, così umile. Non dice: dovete amarmi, è vostro preciso dovere; oppure: guai a voi se non mi amate. Nessun ricatto, nessuna costrizione, puoi aderire o puoi rifiutarti, in totale libertà. Se mi amate, osserverete... Amarlo è pericoloso, però, ti cambia la vita. «Impossibile amarti impunemente» (Turoldo), senza pagarne il prezzo in moneta di vita nuova: se mi amate, sarete trasformati in un'altra persona, diventerete prolungamento delle mie azioni, riflesso del mio sguardo. Se mi amate, osserverete i comandamenti miei, non per obbligo, ma per forza interna; avrete l'energia per agire come me, per acquisire un sapore di cielo e di storia buona, di nemici perdonati, di tavole imbandite, e poi di piccoli abbracciati. Non per dovere, ma come espansione verso l'esterno di una energia che già preme dentro - ed è l'amore di Dio - come la linfa della vite a primavera, quando preme sulla corteccia secca dei tralci e li apre e ne esce in forma di gemme, di foglie, di grappoli, di fiori. Il cristiano è così: un amato che diventa amante. Nell'amore l'uomo assume un volto divino, Dio assume un volto umano. I comandamenti di cui parla Gesù non sono quelli di Mosè ma i suoi, vissuti da lui. Sono la concretezza, la cronaca dell'amore, i gesti che riassumono la sua vita che vedendoli non ti puoi sbagliare: è davvero Lui. Lui che si perde dietro alla pecora perduta, dietro a pubblicani e prostitute e vedove povere, che fa dei bambini i conquistatori del suo regno, che ama per primo e fino a perdere il cuore. Non vi lascerò orfani. Io vivo e voi vivrete. Noi viviamo di vita ricevuta e poi di vita trasmessa. La nostra vita biologica va continuamente alimentata; ma la nostra vita spirituale vive quando alimenta la vita di qualcuno. Io vivo di vita donata.
                                                                                             E. Ronchi

venerdì 15 maggio 2020

Da lunedì 18 maggio riprenderanno le celebrazioni

Da lunedì 18 maggio dovrebbero riprendere le celebrazioni nelle chiese. Le istruzioni dalla Diocesi.

click sull'immagine per ingrandire

sabato 9 maggio 2020

Festa della Santa Croce a Ramate

AVVISO IMPORTANTE

DOMENICA 10 MAGGIO A RAMATE
SI CELEBRA
LA FESTA DELLA SANTA CROCE

Non potendo celebrare la Santa Messa con i fedeli, la registreremo integralmente in modo che la si possa seguire sul Canale di Youtube Parrocchie Unite di Casale Corte Cerro.

domenica 26 aprile 2020

Notizie parrocchiali - 26 aprile 2020



APERTO IL CANALE YOU TUBE
E’ online il nuovo canale You Tube Parrocchie Unite CasaleCC, lo trovate al link

domenica 26 aprile
don Massimo Galbiati celebra la Messa solenne per la festività patronale di
San Giorgio Martire
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SANTE MESSE SOSPESE FINO A DATA DA DETERMINARSI
Per le confessioni individuali contattare telefonicamente il parroco al n. 347 059 8804
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CELEBRAZIONI FESTIVE ONLINE
Le funzioni non verranno celebrate pubblicamente. Siamo tutti invitati a viverle attraverso la televisione (ad esempio TV2000, su canale 28)

CELEBRAZIONI CON IL VESCOVO FRANCO GIULIO BRAMBILLA
Domenica, ore 11 “Santa Messa”
        Diretta TV                 Video Novara e VCO Azzurra TV
        Diretta Streaming       www.facebook.com/passionovara
                                          www.youtube.com/user/passionovara/live

CELEBRAZIONI CON PAPA FRANCESCO
Domenica, ore 11 “Santa Messa”
        Diretta Tv                  TV 2000 o Rai 1
        Diretta Streaming      www.facebook.com/vaticannews.it/
                                          www.youtube.com/user/vaticanit
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ALLE COMUNITA’ PARROCCHIALI DI
CASALE, MONTEBUGLIO CON GATTUGNO E RAMATE
Tutta la Conferenza Episcopale Piemontese, nel segno di una comune solidarietà con chi è più provato, stabilisce quanto segue:
CONFERMA:
tutti i divieti già precedentemente espressi, ovvero sospensione di ogni attività pastorale, riunione o altro, a carattere diocesano, zonale, parrocchiale con relativa chiusura degli oratori o luoghi parrocchiali a questo destinati;
invita a lasciar aperte le chiese per la preghiera personale. Si osservino le misure precauzionali già indicate.
DISPONE:
·      che siano sospese tutte le celebrazioni delle sante Messe, festive e feriali, le altre celebrazioni liturgiche, riunioni di preghiera e gli esercizi quaresimali. I funerali potranno essere svolti in forma privata con la preghiera di commiato fatta all’aperto, in cimitero;
·      si sospendano le benedizioni e le visite alle famiglie;
·      si rimanga disponibili per ascoltare le confessioni, tenendosi a debita distanza o con precauzione di idonea mascherina.
I Vescovi e i Sacerdoti ricevono con l’ordinazione la grazia e la missione dell’intercessione per il proprio popolo. Sono quindi invitati a celebrare personalmente, a mettere a disposizione strumenti e momenti con i nuovi mezzi della comunicazione per pregare e meditare. Le comunità a noi affidate sappiano che la sospensione della preghiera comunitaria dell’Eucaristia è una grande privazione, possibile solo in un momento di grave pericolo per il bene di tutte le persone, in particolare degli anziani, mentre assicuriamo che preghiamo per loro e con loro.

DI CONSEGUENZA rimangono sospese…
·      LE MESSE dei giorni festivi e feriali in tutte e tre le Parrocchie. Le intenzioni per le S. Messe saranno recuperate al termine del periodo di emergenza previsto dal decreto. Si prega di passare in ufficio per la data del recupero;
·      LA VIA CRUCIS del venerdì;
·      GLI INCONTRI DI PREGHIERA DEL GRUPPO DI PADRE PIO tutti i martedì alle 20.45 a Ramate;
·      GLI INCONTRI DI CATECHISMO E DI POST-CRESIMA del venerdì sera in oratorio.
·      LE ATTIVITA’ che si svolgono nei locali parrocchiali e in oratorio;
·      LA RECITA COMUNITARIA DEL ROSARIO DEL “MONASTERO INVISIBILE”: ognuno, in ogni caso, nel giorno consueto, lo reciti in forma personale, secondo l’intenzione “pro vocazioni sacerdotali

disponibilità per la confessione:
Chi avesse bisogno può contattare personalmente il parroco chiami al numero 347 059 8804

si segnala che
·      le chiese di Casale e Ramate resteranno aperte dalle 9 alle 18 per la preghiera personale, col rispetto della distanza di almeno un metro tra i fedeli, come da decreto.
·      in tutte queste settimane, alle ore 19, sarà possibile seguire e condividere in diretta streaming, un momento di preghiera (15 minuti) con il nostro Vescovo Franco Giulio Brambilla ai siti web
o  www.facebook.com/passionanovara
o  www.youtube.com/user/passionovara/live
Si ricorda quanto il Vescovo ci ha scritto all’inizio della Quaresima: “Le chiese vuote e la mancanza del gesto comunitario della penitenza non significa che non debba esserci spazio per pregare soprattutto in casa, per meditare, per riscoprire i legami di affetto, il valore e il dono che ciascuno è per l’altro e la bellezza di sentirci nella nostra famiglia”.
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RISCOPRIAMO LA COMUNIONE SPIRITUALE
CHE COS’E’ LA COMUNIONE SPIRITUALE?
La comunione spirituale è una pratica consistente nel desiderio di unirsi a Gesù presente nell'Eucaristia, non ricevendolo sacramentalmente, ma aderendo a Lui spiritualmente. Santa Teresa di Gesù bambino raccomandava: “Quando non vi comunicate perché non potete partecipare alla Messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa è assai vantaggiosa... Così in voi si imprime molto dell'amore di Nostro Signore”.
DOVE SI FA LA COMUNIONE SPIRITUALE?
Può essere fatta ovunque, anche se è necessario un certo momento di raccoglimento che aiuti a stabilire una vera comunione di pensieri e di affetti col Signore.
QUALI SONO I FRUTTI DI QUESTA PRATICA?
La comunione spirituale ha gli stessi frutti della comunione sacramentale: è nutrimento spirituale e aumento di grazia. Essa ravviva la fede e l'amore al Santissimo Sacramento.
COSA OCCORRE FARE PER VIVERE LA COMUNIONE SPIRITUALE?
Dopo essersi raccolti in raccoglimento, si può recitare questa preghiera (o altre simili)
Signore,
credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.
Poichè ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
(si osserva qualche momento di silenzio, preghiera e adorazione)
Come già venuto io Ti abbraccio e mi unisco tutto a Te,
non permettere che abbia mai a separarmi da Te. Amen

Esegesi della Parola festiva - domenica 26 aprile 2020 - festività patronale di San Giorgio Martire


Gesù si avvicinò e camminava con loro. Dio si avvicina sempre, viandante dei secoli e dei giorni, e muove tutta la storia. Cammina con noi, non per correggere il nostro passo o dettare il ritmo. Non comanda nessun passo, prende il nostro. Ogni camminare gli va. Purché uno cammini. Gli basta il passo del momento. Gesù raggiunge i due viandanti, li guarda li vede tristi, rallenta: che cosa sono questi discorsi? Ed essi gli raccontano la sua storia: una illusione naufragata nel sangue sulla collina. Lo hanno seguito, lo hanno amato: noi speravamo fosse lui... Unica volta che nei Vangeli ricorre il termine speranza, ma solo come rimpianto e nostalgia, mentre essa è «il presente del futuro» (san Tommaso); come rammarico per le attese di potere tramontate. Per questo «non possono riconoscere » quel Gesù che aveva capovolto al sole e all'aria le radici stesse del potere. Ed è, come agli inizi in Galilea, tutto un parlare, confrontarsi, insegnare, imparare, discutere, lungo ore di strada. Giunti a Emmaus Gesù mostra di voler «andare più lontano». Come un senza fissa dimora, un Dio migratore per spazi liberi e aperti che appartengono a tutti. Allora nascono parole che sono diventate canto, una delle nostre preghiere più belle: resta con noi, perché si fa sera. Hanno fame di parola, di compagnia, di casa. Lo invitano a restare, in una maniera così delicata che par quasi siano loro a chiedere ospitalità. Poi la casa, non è detto niente di essa, perché possa essere la casa di tutti. Dio non sta dappertutto, sta nella casa dove lo si lascia entrare. Resta. E il viandante si ferma, era a suo agio sulla strada, dove tutti sono più liberi; è a suo agio nella casa, dove tutti sono più veri. Il racconto ora si raccoglie attorno al profumo del pane e alla tavola, fatta per radunare tanti attorno a sé, per essere circondata da ogni lato di commensali, per collegarli tra loro: gli sguardi si cercano, si incrociano, si fondono, ci si nutre gli uni degli altri. Lo riconobbero allo spezzare il pane. Lo riconobbero non perché fosse un gesto esclusivo e inconfondibile di Gesù - ogni padre spezzava il pane ai propri figli - chissà quante volte l'avevano fatto anche loro, magari in quella stessa stanza, ogni volta che la sera scendeva su Emmaus. Ma tre giorni prima, il giovedì sera, Gesù aveva fatto una cosa inaudita, si era dato un corpo di pane: prendete e mangiate, questo è il mio corpo. Lo riconobbero perché spezzare, rompere e consegnarsi contiene il segreto del Vangelo: Dio è pane che si consegna alla fame dell'uomo. Si dona, nutre e scompare: prendete, è per voi! Il miracolo grande: non siamo noi ad esistere per Dio, è Dio che vive per noi.

domenica 19 aprile 2020

Notizie parrocchiali - 19 aprile 2020



APERTO IL CANALE YOU TUBE
E’ online il nuovo canale You Tube Parrocchie Unite CasaleCC, lo trovate al link
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SANTE MESSE SOSPESE FINO A DATA DA DETERMINARSI
Per le confessioni individuali contattare telefonicamente il parroco al n. 347 059 8804
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CELEBRAZIONI FESTIVE ONLINE
Le funzioni non verranno celebrate pubblicamente. Siamo tutti invitati a viverle attraverso la televisione (ad esempio TV2000, su canale 28)

CELEBRAZIONI CON IL VESCOVO FRANCO GIULIO BRAMBILLA
Domenica, ore 11 “Santa Messa”
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CELEBRAZIONI CON PAPA FRANCESCO
Domenica, ore 11 “Santa Messa”
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ALLE COMUNITA’ PARROCCHIALI DI
CASALE, MONTEBUGLIO CON GATTUGNO E RAMATE
Tutta la Conferenza Episcopale Piemontese, nel segno di una comune solidarietà con chi è più provato, stabilisce quanto segue:
CONFERMA:
tutti i divieti già precedentemente espressi, ovvero sospensione di ogni attività pastorale, riunione o altro, a carattere diocesano, zonale, parrocchiale con relativa chiusura degli oratori o luoghi parrocchiali a questo destinati;
invita a lasciar aperte le chiese per la preghiera personale. Si osservino le misure precauzionali già indicate.
DISPONE:
·      che siano sospese tutte le celebrazioni delle sante Messe, festive e feriali, le altre celebrazioni liturgiche, riunioni di preghiera e gli esercizi quaresimali. I funerali potranno essere svolti in forma privata con la preghiera di commiato fatta all’aperto, in cimitero;
·      si sospendano le benedizioni e le visite alle famiglie;
·      si rimanga disponibili per ascoltare le confessioni, tenendosi a debita distanza o con precauzione di idonea mascherina.
I Vescovi e i Sacerdoti ricevono con l’ordinazione la grazia e la missione dell’intercessione per il proprio popolo. Sono quindi invitati a celebrare personalmente, a mettere a disposizione strumenti e momenti con i nuovi mezzi della comunicazione per pregare e meditare. Le comunità a noi affidate sappiano che la sospensione della preghiera comunitaria dell’Eucaristia è una grande privazione, possibile solo in un momento di grave pericolo per il bene di tutte le persone, in particolare degli anziani, mentre assicuriamo che preghiamo per loro e con loro.

DI CONSEGUENZA rimangono sospese…
·      LE MESSE dei giorni festivi e feriali in tutte e tre le Parrocchie. Le intenzioni per le S. Messe saranno recuperate al termine del periodo di emergenza previsto dal decreto. Si prega di passare in ufficio per la data del recupero;
·      LA VIA CRUCIS del venerdì;
·      GLI INCONTRI DI PREGHIERA DEL GRUPPO DI PADRE PIO tutti i martedì alle 20.45 a Ramate;
·      GLI INCONTRI DI CATECHISMO E DI POST-CRESIMA del venerdì sera in oratorio.
·      LE ATTIVITA’ che si svolgono nei locali parrocchiali e in oratorio;
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disponibilità per la confessione:
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si segnala che
·      le chiese di Casale e Ramate resteranno aperte dalle 9 alle 18 per la preghiera personale, col rispetto della distanza di almeno un metro tra i fedeli, come da decreto.
·      in tutte queste settimane, alle ore 19, sarà possibile seguire e condividere in diretta streaming, un momento di preghiera (15 minuti) con il nostro Vescovo Franco Giulio Brambilla ai siti web
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Si ricorda quanto il Vescovo ci ha scritto all’inizio della Quaresima: “Le chiese vuote e la mancanza del gesto comunitario della penitenza non significa che non debba esserci spazio per pregare soprattutto in casa, per meditare, per riscoprire i legami di affetto, il valore e il dono che ciascuno è per l’altro e la bellezza di sentirci nella nostra famiglia”.
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RISCOPRIAMO LA COMUNIONE SPIRITUALE
CHE COS’E’ LA COMUNIONE SPIRITUALE?
La comunione spirituale è una pratica consistente nel desiderio di unirsi a Gesù presente nell'Eucaristia, non ricevendolo sacramentalmente, ma aderendo a Lui spiritualmente. Santa Teresa di Gesù bambino raccomandava: “Quando non vi comunicate perché non potete partecipare alla Messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa è assai vantaggiosa... Così in voi si imprime molto dell'amore di Nostro Signore”.
DOVE SI FA LA COMUNIONE SPIRITUALE?
Può essere fatta ovunque, anche se è necessario un certo momento di raccoglimento che aiuti a stabilire una vera comunione di pensieri e di affetti col Signore.
QUALI SONO I FRUTTI DI QUESTA PRATICA?
La comunione spirituale ha gli stessi frutti della comunione sacramentale: è nutrimento spirituale e aumento di grazia. Essa ravviva la fede e l'amore al Santissimo Sacramento.
COSA OCCORRE FARE PER VIVERE LA COMUNIONE SPIRITUALE?
Dopo essersi raccolti in raccoglimento, si può recitare questa preghiera (o altre simili)
Signore,
credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.
Poichè ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
(si osserva qualche momento di silenzio, preghiera e adorazione)
Come già venuto io Ti abbraccio e mi unisco tutto a Te,
non permettere che abbia mai a separarmi da Te. Amen

Esegesi della Parola festiva - domenica 19 aprile 2020


I discepoli erano chiusi in casa per paura. È un momento di disorientamento totale: l'amico più caro, il maestro che era sempre con loro, con cui avevano condiviso tre anni di vita, quello che camminava davanti, per cui avevano abbandonato tutto, non c'è più. L'uomo che sapeva di cielo, che aveva spalancato per loro orizzonti infiniti, è ora chiuso in un buco nella roccia. Ogni speranza finita, tutto calpestato (M. Marcolini). E in più la paura di essere riconosciuti e di fare la stessa fine del maestro. Ma quegli uomini e quelle donne fanno una scelta sapiente, forte, buona: stanno insieme, non si separano, fanno comunità. Forse sarebbero stati più sicuri a disperdersi fra la folla e le carovane dei pellegrini. Invece, appoggiando l'una all'altra le loro fragilità, non si sbandano e fanno argine allo sgomento. Sappiamo due cose del gruppo: la paura e il desiderio di stare insieme. Ed ecco che in quella casa succederà qualcosa che li rovescerà come un guanto: il vento e il fuoco dello Spirito. Germoglia la prima comunità cristiana in questo stringersi l'uno all'altro, per paura e per memoria di Lui, e per lo Spirito che riporta al cuore tutte le sue parole. Quella casa è la madre di tutte le chiese. Otto giorni dopo, erano ancora lì tutti insieme. Gesù ritorna, nel più profondo rispetto: invece di imporsi, si propone; invece di rimproverarli, si espone alle loro mani: Metti, guarda; tendi la mano, tocca. La Risurrezione non ha richiuso i fori dei chiodi, non ha rimarginato le labbra delle ferite. Perché la morte di croce non è un semplice incidente da superare: quelle ferite sono la gloria di Dio, il vertice dell'amore, e resteranno aperte per sempre. Il Vangelo non dice che Tommaso abbia toccato. Gli è bastato quel Gesù che si ripropone, ancora una volta, un'ennesima volta; quel Gesù che non molla i suoi, neppure se l'hanno abbandonato tutti. È il suo stile, è Lui, non ti puoi sbagliare. Allora la risposta: Mio Signore e mio Dio. Mio, come lo è il respiro e, senza, non vivrei. Mio come il cuore e, senza, non sarei. Perché mi hai veduto, hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Grande educatore, Gesù. Forma alla libertà, a essere liberi dai segni esteriori, e alla serietà delle scelte, come ha fatto Tommaso. Che bello se anche nella Chiesa, come nella prima comunità, fossimo educati più alla consapevolezza che all'ubbidienza; più all'approfondimento che alla docilità. Queste cose sono state scritte perché crediate in Gesù, e perché, credendo, abbiate la vita. Credere è l'opportunità di essere più vivi e più felici, di avere più vita: «Ecco io credo: e carezzo la vita, perché profuma di Te!» (Rumi).
                                                                                             E. Ronchi

sabato 11 aprile 2020

Notizie parrocchiali - 12 aprile 2020



APERTO IL CANALE YOU TUBE
E’ online il nuovo canale You Tube Parrocchie Unite CasaleCC, lo trovate al link
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SANTE MESSE SOSPESE FINO A DATA DA DETERMINARSI
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SETTIMANA SANTA
Le funzioni della Settimana Santa non verranno celebrate pubblicamente. Siamo tutti invitati a viverle attraverso la televisione (ad esempio TV2000, su canale 28)

CELEBRAZIONE RITI SETTIMANA SANTA
CON IL VESCOVO FRANCO GIULIO BRAMBILLA
Sabato Santo 11 aprile ore 21 “Veglia pasquale”
Domenica di Pasqua 12 aprile ore 11 “Santa Messa”
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CELEBRAZIONE RITI SETTIMANA SANTA CON PAPA FRANCESCO
Sabato Santo 11 aprile ore 21 “Veglia pasquale”
Domenica di Pasqua 12 aprile ore 11 “Santa Messa” - Al termine della Santa
Messa il Santo Padre impartirà la Benedizione «Urbi et Orbi».
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ALLE COMUNITA’ PARROCCHIALI DI
CASALE, MONTEBUGLIO CON GATTUGNO E RAMATE
Tutta la Conferenza Episcopale Piemontese, nel segno di una comune solidarietà con chi è più provato, stabilisce quanto segue:
CONFERMA:
tutti i divieti già precedentemente espressi, ovvero sospensione di ogni attività pastorale, riunione o altro, a carattere diocesano, zonale, parrocchiale con relativa chiusura degli oratori o luoghi parrocchiali a questo destinati;
invita a lasciar aperte le chiese per la preghiera personale. Si osservino le misure precauzionali già indicate.
DISPONE:
·      che siano sospese tutte le celebrazioni delle sante Messe, festive e feriali, le altre celebrazioni liturgiche, riunioni di preghiera e gli esercizi quaresimali. I funerali potranno essere svolti in forma privata con la preghiera di commiato fatta all’aperto, in cimitero;
·      si sospendano le benedizioni e le visite alle famiglie;
·      si rimanga disponibili per ascoltare le confessioni, tenendosi a debita distanza o con precauzione di idonea mascherina.
I Vescovi e i Sacerdoti ricevono con l’ordinazione la grazia e la missione dell’intercessione per il proprio popolo. Sono quindi invitati a celebrare personalmente, a mettere a disposizione strumenti e momenti con i nuovi mezzi della comunicazione per pregare e meditare. Le comunità a noi affidate sappiano che la sospensione della preghiera comunitaria dell’Eucaristia è una grande privazione, possibile solo in un momento di grave pericolo per il bene di tutte le persone, in particolare degli anziani, mentre assicuriamo che preghiamo per loro e con loro.

DI CONSEGUENZA rimangono sospese…
·      LE MESSE dei giorni festivi e feriali in tutte e tre le Parrocchie. Le intenzioni per le S. Messe saranno recuperate al termine del periodo di emergenza previsto dal decreto. Si prega di passare in ufficio per la data del recupero;
·      LA VIA CRUCIS del venerdì;
·      GLI INCONTRI DI PREGHIERA DEL GRUPPO DI PADRE PIO tutti i martedì alle 20.45 a Ramate;
·      GLI INCONTRI DI CATECHISMO E DI POST-CRESIMA del venerdì sera in oratorio.
·      LE ATTIVITA’ che si svolgono nei locali parrocchiali e in oratorio;
·      LA RECITA COMUNITARIA DEL ROSARIO DEL “MONASTERO INVISIBILE”: ognuno, in ogni caso, nel giorno consueto, lo reciti in forma personale, secondo l’intenzione “pro vocazioni sacerdotali

disponibilità per la confessione:
Chi avesse bisogno può contattare personalmente il parroco chiami al numero 347 059 8804

si segnala che
·      le chiese di Casale e Ramate resteranno aperte dalle 9 alle 18 per la preghiera personale, col rispetto della distanza di almeno un metro tra i fedeli, come da decreto.
·      in tutte queste settimane, alle ore 19, sarà possibile seguire e condividere in diretta streaming, un momento di preghiera (15 minuti) con il nostro Vescovo Franco Giulio Brambilla ai siti web
o  www.facebook.com/passionanovara
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Si ricorda quanto il Vescovo ci ha scritto all’inizio della Quaresima: “Le chiese vuote e la mancanza del gesto comunitario della penitenza non significa che non debba esserci spazio per pregare soprattutto in casa, per meditare, per riscoprire i legami di affetto, il valore e il dono che ciascuno è per l’altro e la bellezza di sentirci nella nostra famiglia”.
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RISCOPRIAMO LA COMUNIONE SPIRITUALE
CHE COS’E’ LA COMUNIONE SPIRITUALE?
La comunione spirituale è una pratica consistente nel desiderio di unirsi a Gesù presente nell'Eucaristia, non ricevendolo sacramentalmente, ma aderendo a Lui spiritualmente. Santa Teresa di Gesù bambino raccomandava: “Quando non vi comunicate perché non potete partecipare alla Messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa è assai vantaggiosa... Così in voi si imprime molto dell'amore di Nostro Signore”.
DOVE SI FA LA COMUNIONE SPIRITUALE?
Può essere fatta ovunque, anche se è necessario un certo momento di raccoglimento che aiuti a stabilire una vera comunione di pensieri e di affetti col Signore.
QUALI SONO I FRUTTI DI QUESTA PRATICA?
La comunione spirituale ha gli stessi frutti della comunione sacramentale: è nutrimento spirituale e aumento di grazia. Essa ravviva la fede e l'amore al Santissimo Sacramento.
COSA OCCORRE FARE PER VIVERE LA COMUNIONE SPIRITUALE?
Dopo essersi raccolti in raccoglimento, si può recitare questa preghiera (o altre simili)
Signore,
credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.
Poichè ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
(si osserva qualche momento di silenzio, preghiera e adorazione)
Come già venuto io Ti abbraccio e mi unisco tutto a Te,
non permettere che abbia mai a separarmi da Te. Amen

Esegesi della Parola festiva e saluto del Vescovo - domenica 12 aprile 2020 - Pasqua del Signore


RISORGEREMO
Come il sole, Cristo ha preso il proprio slancio nel cuore di una notte: quella di Natale - piena di stelle, di angeli, di canti, di greggi - e lo riprende in un'altra notte, quella di Pasqua: notte di naufragio, di terribile silenzio, di buio ostile su di un pugno di uomini e di donne sgomenti e disorientati. Le cose più grandi avvengono di notte. Maria di Magdala esce di casa quando è ancora buio in cielo e buio in cuore. Non porta olii profumati o nardo, non ha niente tra le mani, ha solo la sua vita risorta: da lei Gesù aveva cacciato sette demoni. Si reca al sepolcro perché si ribella all'assenza di Gesù: «amare è dire: tu non morirai!» (Gabriel Marcel). E vide che la pietra era stata tolta. Il sepolcro è spalancato, vuoto e risplendente nel fresco dell'alba, aperto come il guscio di un seme. E nel giardino è primavera. I Vangeli di Pasqua iniziano raccontando ciò che è accaduto alle donne in quell'alba piena di sorprese e di corse. La tomba, che avevano visto chiudere, è aperta e vuota. Lui non c'è. Manca il corpo del giustiziato. Ma questa assenza non basta a far credere: hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno messo.
Un corpo assente. È da qui che parte in quel mattino la corsa di Maddalena, la corsa di Pietro e Giovanni, la paura delle donne, lo sconcerto di tutti. Il primo segno è il sepolcro vuoto, e questo vuol dire che nella storia umana manca un corpo per chiudere in pareggio il conto degli uccisi. Una tomba è vuota: manca un corpo alla contabilità della morte, i suoi conti sono in perdita. Manca un corpo al bilancio della violenza, il suo bilancio è negativo. La Risurrezione di Cristo solleva la nostra terra, questo pianeta di tombe, verso un mondo nuovo, dove il carnefice non ha ragione della sua vittima in eterno, dove gli imperi fondati sulla violenza crollano, e sulle piaghe della vita si posa il bacio della speranza. Pasqua è il tema più arduo e più bello di tutta la Bibbia. Balbettiamo, come gli evangelisti, che per tentare di raccontarla si fecero piccoli, non inventarono parole, ma presero in prestito i verbi delle nostre mattine, svegliarsi e alzarsi: si svegliò e si alzò il Signore.
Ed è così bello pensare che Pasqua, l'inaudito, è raccontata con i verbi semplici del mattino, di ognuno dei nostri mattini, quando anche noi ci svegliamo e ci alziamo. Nella nostra piccola risurrezione quotidiana. Quel giorno unico è raccontato con i verbi di ogni giorno. Pasqua è qui, adesso. Ogni giorno, quel giorno. Perché la forza della Risurrezione non riposa finché non abbia raggiunto l'ultimo ramo della creazione, e non abbia rovesciato la pietra dell'ultima tomba.
                                                                            von Balthasar

IL SILENZIO DI DIO È IL RESPIRO DELLA SUA PAROLA
mons. Franco Giulio Brambilla – vescovo di Novara
In questi terribili giorni molti si pongono la domanda sul “silenzio di Dio”. La crisi drammatica che stiamo vivendo, forse la più grave dopo il secondo conflitto mondiale, pone una questione lancinante: Dov’è Dio? Perché non parla? Provo a pensare cosa significa veramente che “Dio fa silenzio”. Significa forse che Dio non dà risposta al nostro dolore, alle nostre paure e ansie? Quando la nostra vita e le nostre imprese, il nostro ingegno e la nostra organizzazione sociale, si scontrano contro la barriera dei nostri limiti, allora vorremmo che Dio intervenisse a risolvere il male oscuro che miete molte vittime tra i nostri cari, a consolare il dolore che ci attanaglia e ci stringe come un groppo alla gola. Perché Dio non interviene? Il suo silenzio ci colpisce diritti al cuore.
Tuttavia, dobbiamo riconoscere che nel momento del benessere e dell’opulenza non ci siamo messi in questione, non abbiamo “lasciato parlare Dio”. In questi primi vent’anni del terzo millennio, la globalizzazione ci ha illuso che potessimo dominare il mondo, con una comunicazione istantanea, con le infinite possibilità della scienza e della tecnica, con la facilità degli scambi sociali, con il dominio sconsiderato sulla natura e le meravigliose conquiste del turboconsumismo. Da questo mondo Dio sembrava sparito, perché semplicemente non c’era spazio per Lui, non se ne sentiva il bisogno. La sua assenza non ci faceva problema, sembrava inopportuno addirittura chiamarlo in causa. Nel tempo del benessere e del godimento, potevamo benissimo farne a meno. Soprattutto la sua Parola ci sembrava così gratuita da essere superflua. Ma cosa significa veramente il silenzio di Dio? Proviamo a riflettere: il silenzio di una persona non è forse lo “spazio bianco” tra le sue parole, perché possano essere intese con chiarezza e profondità e trovino il tempo di calare nel nostro cuore? Il silenzio di un uomo o una donna non è forse la “linea bianca” tra una riga e l’altra sulla pagina della sua giornata, perché possa comunicare con il mondo, esprimere i suoi sogni, decidere le sue azioni, lasciare lo spazio all’ascolto dell’altro? Una persona che parla senza pause è insopportabile. Una pagina affollata senza linee bianche è illeggibile. La domanda “Dov’è Dio?” attraversa tutta la Bibbia, è continuamente riproposta, perché possiamo ascoltare la sua Parola ed essa diventi pane sapido e nutriente. Dio sta in silenzio quando non ascoltiamo la sua Parola. Forse potremmo dire: il silenzio di Dio è il respiro della
sua Parola.
Abbiamo fatto in questa Quaresima un’esperienza semplice: per quattro settimane, tutte le sere, collegati in streaming, per quindici minuti abbiamo meditato e pregato sulla Parola di Dio del giorno. Eccome se Dio ha parlato! Egli ha dato voce al nostro tormento, alle nostre domande, alle nostre ansie, alla nostra preghiera. Talvolta bisognava quasi difendersi dalla ricchezza inesauribile della sua Parola! Abbiamo trovato, nelle invocazioni dei Salmi, nelle pagine dei Profeti e nei racconti del Vangelo, infinite parole che davano respiro alle nostre domande, che modulavano i nostri sentimenti, perfino che avevano il coraggio della protesta e dell’invocazione accorata. E la gente è rimasta fedele all’appuntamento! Non possiamo interrogarci sul silenzio di Dio, se non lo lasciamo parlare nelle opere e nei giorni della vita quotidiana, se non lo lasciamo entrare nel dráma della nostra vita di ogni giorno. Se non gli lasciamo spazio, Dio si ritrae in disparte. E, allora, Egli ci colpisce con un “silenzio assordante”. Il silenzio di Dio, invece, è lo spazio che riusciamo a creare ogni giorno per rendere la sua Parola presente alla nostra vita, senza addomesticarla.
Parola di Dio, silenzio eloquente, fede orante: questa è stata la sfida e il dono di questi giorni. E forse continuerà ancora per un po’ di tempo… Tutti oggi si affannano a dire: “Non sarà più come prima”. E ci somministrano consigli da ogni parte. Molti hanno sperimentato che vivere rinchiusi in casa non è semplice: può smascherare la nostra aggressività, far emergere le nostre paure, insofferenze, spigolosità, incapacità a far posto all’altro.
V’è però anche un’altra possibilità: che si scopra un’altra dimensione dell’uomo, che non è solo homo faber, che produce, guadagna e capitalizza, ma è anche homo ludens, che gioca, canta, crea, dipinge, suona, scrive, racconta. Anzi, ancor meglio, può diventare homo religiosus, cioè un uomo o una donna che costruisce buoni legami (dal verbo re-ligare), che sa ascoltare, parlare, dialogare, pensare, pregare, lodare, invocare, consolare, amare, sperare. Non è forse questa la sfida più intrigante di questi giorni? Molti si chiedono: “Come sarà dopo?”. Dipenderà da noi. È presto per dirlo.
Intanto, fin quando non ci sarà il vaccino non potrà essere come prima. Si dovrà trovare una prossimità che non sia soffocante, una parola che faccia spazio all’altro, un lavoro che trovi il tempo della condivisione, un divertimento che non sia solo evasione, un benessere che non dimentichi la carità, una cura di sé che preveda il tempo della generosità. Come hanno fatto molti medici, operatori sanitari, lavoratori, amministratori, docenti e insegnanti, assistenti porta a porta, che nel silenzio hanno portato soccorso all’umanità ferita e dolente di questi giorni. Nel loro silenzio operoso è risuonato il silenzio eloquente di Dio, il respiro della sua Parola. Sì, perché Dio parli, bisogna che gli uomini e le donne imparino sempre da capo la sapienza della vita, lasciandosi ammaestrare dalla Parola che respira nel silenzio di Dio.
Quest’anno la parola “risurrezione” avrà un sapore più autentico. Prima per quelli che ci hanno lasciato; poi per tutti quelli che hanno salvato migliaia di vite negli ospedali e nella condivisione della carità; infine per tutti noi, se non avremo sciupato questo tempo.
Per questo vi auguro: Buona Pasqua di risurrezione a vita nuova!
                                                                   + Franco Giulio Brambilla
                                                                            Vescovo di Novara