domenica 13 ottobre 2019

Resoconto della colletta alimentare pro Caritas del 12 ottobre 2019


Notizie parrocchiali - 13 ottobre 2019



AL VIA IL NUOVO ANNO CATECHISTICO
Domenica 20 ottobre, alle 16, presso la chiesa di Casale ci sarà la Messa di inizio Anno Catechistico con il mandato ai catechisti. Sono invitati tutti i bambini ed i ragazzi del catechismo con i loro genitori. Si richiede la vostra collaborazione nel portare qualcosa da mangiare, salato o dolce e anche qualche bibita che condivideremo insieme. Si prega di portare i materiali dalle 15 alle 15.45 in oratorio. Grazie per la collaborazione
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VARIAZIONI D’ORARIO
Sabato 19 ottobre la celebrazione della Messa delle ore 17 a Montebuglio è sospesa causa indisponibilità del parroco.
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GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
Sabato 19 e domenica 20 ottobre si celebra la “Giornata Missionaria Mondiale”. Il tema proposto da Papa Francesco è: “Battezzato e inviato: la chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Le offerte delle Messe saranno interamente devolute al Centro Missionario Diocesano per le necessità delle Missioni nel Mondo.
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MONASTERO INVISIBILE
E’ un’inizia0va di preghiera della UPM 15 di Gravellona Toce per suscitare nuove vocazioni sacerdotali. Ad ogni comunità cris0ana viene affidato il compito di un incontro mensile di preghiera, che abbia come obie5vo la richiesta di nuove vocazioni sacerdotali. La preghiera può essere organizzata a livello comunitario oppure individuale, secondo il calendario che segue:
Casale               23 di ogni mese.
Ramate              24 di ogni mese.
Montebuglio      25 di ogni mese.
Gattugno           26 di ogni mese.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: martedì 15 ottobre, ore 20,45 chiesa di Ramate.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della Parola festiva - domenica 13 ottobre 2019

Gesù è in cammino. E come lungo ogni cammino, la lentezza favorisce gli incontri, l'attenzione trasforma ogni incontro in evento. Ed ecco che dieci lebbrosi, una comunità senza speranza, un nodo di dolore, all'improvviso si pone di traverso sulla strada dei dodici. E Gesù appena li vede... notiamo: subito, senza aspettare un secondo di più, "appena li vede", prima ancora di sentire il loro lamento. Gesù ha l'ansia di guarire, il suo amore ha fretta, è amore preveniente, amore che anticipa, pastore che sfida il deserto per una pecora che non c'è più, padre che corre incontro mentre il figlio cammina... Davanti al dolore dell'uomo, appaiono i tre verbi dell'agire di Cristo: vedere, fermarsi, toccare, anche se solo con la carezza della parola. Davanti al dolore scatta come un'urgenza, una fretta di bene: non devono soffrire neanche un secondo di più. E mi ricorda un verso bellissimo di Ian Twardowski: affrettiamoci ad amare, le persone se ne vanno così presto! L'amore vero ha sempre fretta. È sempre in ritardo sulla fame di abbraccio di salute. Andate... E mentre andavano, furono purificati. Sono purificati non quando arrivano dai sacerdoti, ma mentre camminano. La guarigione comincia con il primo passo compiuto credendo alla parola di Gesù. La vita guarisce non perché raggiunge la meta, ma quando salpa, quando avvia processi e inizia percorsi. Nove lebbrosi guariscono e non sappiamo più nulla di loro, probabilmente scompaiono dentro il vortice della loro inattesa felicità, sequestrati dagli abbracci ritrovati, ridiventati persone libere e normali. Invece un samaritano, uno straniero, l'ultimo della fila, si vede guarito, si ferma, si gira, torna indietro, perché intuisce che la salute non viene dai sacerdoti, ma da Gesù; non dalla osservanza di regole e riti, ma dal contatto con la persona di quel rabbi. Non compie nessun gesto eclatante: torna, canta, lo stringe, dice un semplice grazie, ma contagia di gioia. Ancora una volta il Vangelo propone un samaritano, uno straniero, un eretico come modello di fede: la tua fede ti ha salvato. La fede che salva non è una professione verbale, non si compone di formule ma di gesti pieni di cuore: il ritorno, il grido di gioia, l'abbraccio che stringe i piedi di Gesù. Il centro della narrazione è la fede che salva. Tutti e dieci sono guariti. Tutti e dieci hanno creduto alla parola, si sono fidati e si sono messi in cammino. Ma uno solo è salvato. Altro è essere guariti, altro essere salvato. Nella guarigione si chiudono le piaghe, rinasce una pelle di primavera. Nella salvezza ritrovi la sorgente, tu entri in Dio e Dio entra in te, e fiorisce tutta intera la tua vita.
                                                                                                    (E. Ronchi)

domenica 29 settembre 2019

Notizie parrocchiali - 29 settembre 2019



INCONTRI DI PREGHIERA
Rosario in Famiglia: lunedì 30 settembre, ore 20,45 presso Dina ed Enzo Albertini, Ricciano

Gruppo San Pio da Pietrelcina: martedì 1 ottobre, ore 20,45 chiesa di Ramate.

Ora Mariana: domenica 6 ottobre, ore 14,30 presso la chiesa parrocchiale di Casale

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della parola festiva - domenica 29 settembre 2019

La parabola del ricco senza nome e del povero Lazzaro è una di quelle pagine che ci portiamo dentro come sorgente di comportamenti meno disumani. Un ricco senza nome, per cui il denaro è diventato l'identità, la seconda pelle. Il povero invece ha il nome dell'amico di Betania. Il Vangelo non usa mai dei nomi propri nelle parabole. Il povero Lazzaro è un'eccezione, una felice anomalia che lascia percepire i battiti del cuore di Gesù. Morì il povero e fu portato nel seno di Abramo, morì il ricco e fu sepolto nell'inferno. Perché il ricco è condannato? Per il lusso, gli abiti firmati, gli eccessi della gola? No. Il suo peccato è l'indifferenza verso il povero: non un gesto, una briciola, una parola. Il contrario dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza, per cui l'altro neppure esiste, e Lazzaro è nient'altro che un'ombra fra i cani. Il povero è portato in alto; il ricco è sepolto in basso: ai due estremi della società in questa vita, ai due estremi dopo. Tra noi e voi è posto un grande abisso, dice Abramo, perdura la grande separazione già creata in vita. Perché l'eternità inizia nel tempo, si insinua nell'istante, mostrando che l'inferno è già qui, generato e nutrito in noi dalle nostre scelte senza cuore: il povero sta sulla soglia di casa, il ricco entra ed esce e neppure lo vede, non ha gli occhi del cuore. Tre gesti sono assenti dalla sua storia: vedere, fermarsi, toccare. Tre verbi umanissimi, le prime tre azioni del Buon Samaritano. Mancano, e tra le persone si scavano abissi, si innalzano muri. Ma chi erige muri, isola solo se stesso. Ti prego, manda Lazzaro con una goccia d'acqua sul dito... mandalo ad avvisare i miei cinque fratelli... No, neanche se vedono un morto tornare si convertiranno! Non è la morte che converte, ma la vita. Chi non si è posto il problema di Dio e dei fratelli, la domanda del senso, davanti al mistero magnifico e dolente che è la vita, tra lacrime e sorrisi, non se lo porrà nemmeno davanti al mistero più piccolo e oscuro che è la morte. Hanno Mosè e i profeti, hanno il grido dei poveri, che sono la parola e la carne di Dio (ciò che avete fatto a uno di questi piccoli, è a me che l'avete fatto). Nella loro fame è Dio che ha fame, nelle loro piaghe è Dio che è piagato. Non c'è apparizione o miracolo o preghiera che conti quanto il loro grido: «Se stai pregando e un povero ha bisogno di te, corri da lui. Il Dio che lasci è meno sicuro del Dio che trovi» (San Vincenzo de Lellis). Nella parabola Dio non è mai nominato, eppure intuiamo che era presente, che era vicino al suo amico Lazzaro, pronto a contare ad una ad una tutte le briciole date al povero, pronto a ricordarle e custodirle per sempre.
                                                                                                    (E. Ronchi)

lunedì 23 settembre 2019

Notizie parrocchiali - 22 settembre 2019



FESTA DELLA MADONNA DELLA MERCEDE
CEREDA - Martedì 24 settembre
ore 15.30 Messa per gli ammalati
ore 20.15 Messa in onore della Madonna della Mercede
                 a seguire la tradizionale processione
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AVVIO DEL NUOVO ANNO PASTORALE
Venerdì 27 settembre alle ore 21.00, presso il santuario del Crocifisso di Boca, il nostro Vescovo presenterà la sua Lettera Pastorale: Il Laccio del Sandalo. La vita spirituale del cristiano testimone. Con questa assemblea, alla quale sono invitate tutte le comunità della Diocesi, si darà ufficialmente inizio all’avvio del Nuovo Anno Pastorale. Siamo tutti invitati. Chi vuole venire lo comunichi a don Massimo, c’è il pullman messo a disposizione dal vicariato; partenza ore 19,10 piazzale davanti all’oratorio Casa del Giovane.
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CAMPETTO DI CALCIO ALL’ORATORIO
Il campetto di gioco dell’oratorio Casa del Giovane è stato dotato di un fondo in materiale sintetico, operazione necessaria visto che, con la pioggia diventava una grande pozzanghera a lungo inutilizzabile.
I lavori sono costati più di 22.000 euro, un grande sforzo economico da parte della parrocchia. Chi volesse contribuire a tale spesa può fare un’offerta a don Massimo. Grazie.
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BUON COMPLEANNO
Lunedì 23 settembre il nostro caro don Massimo compie 60 anni. Pregheremo in modo particolare per lui nella Messa di sabato 28, alle ore 18.15 a Casale Corte Cerro.
Seguirà un momento di festa nei locali del Baitino.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: l’incontro di martedì 24 settembre si terrà a Ornavasso, alle 20,45 presso la chiesa dei Frati. Chi necessitasse di un passaggio lo segnali a don Massimo, partenza alle 20,10 dalla chiesa di Ramate.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della Parola festiva - domenica 22 settembre 2019

Un peccatore che fa lezione ai discepoli, Gesù che mette sulla cattedra un disonesto. E mentre lo fa, lascia affiorare uno dei suoi rari momenti di scoramento: i figli di questo mondo sono più scaltri di voi, figli della luce. Imparate, fosse anche da un peccatore. L'amministratore disonesto fa una scelta ben chiara: farsi amici i debitori del padrone, aiutarli sperando di essere aiutato da loro. Ed è così che il malfattore diventa benefattore: regala pane e olio, cioè vita. Ha l'abilità di cambiare il senso del denaro, di rovesciarne il significato: non più mezzo di sfruttamento, ma strumento di comunione. Un mezzo per farci degli amici, anziché diventare noi amici del denaro. E il padrone lo loda. Per la sua intelligenza, certo, ma mi pare poca cosa. Chissà, forse pensa a chi riceverà cinquanta inattesi barili d'olio, venti insperate misure di grano, alla gioia che nascerà, alla vita che tornerà ad aprire le ali in quelle case. E qui il Vangelo regala una perla: fatevi degli amici con la disonesta ricchezza perché, quando essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Fatevi degli amici. Gesù raccomanda, anzi comanda l'amicizia, la eleva a programma di vita, vuole che i suoi siano dei cultori dell'amicizia, il comandamento più gioioso e più umano. Fatevi amici con la disonesta ricchezza. Perché disonesta? Giovanni Crisostomo scrive: potreste voi dimostrare che la ricchezza è giusta? No, perché la sua origine è quasi sempre avvelenata da qualche frode. Dio all'inizio non ha fatto uno ricco e uno povero, ma ha dato a tutti la stessa terra. E aggiunge: amici che vi accolgano nelle dimore eterne. Sulla soglia dell'eternità Gesù mette i tuoi amici, ed è alle loro mani che ha affidato le chiavi del Regno, alle mani di coloro che tu hai aiutato a vivere un po' meglio, con grano e olio e un briciolo di cuore. La Porta Santa del tuo cielo sono i tuoi poveri. Nelle braccia di coloro ai quali hai fatto del bene ci sono le braccia stesse di Dio. Questa piccola parabola, esclusiva del racconto di Luca, cerca di invertire il paradigma economico su cui si basa il nostro mondo, dove "ciò che conta, ciò che da sicurezza" (etimologia del termine aramaico "mammona") è il denaro. Per Gesù, amico della vita, invece è la cura delle creature la sola misura dell'eternità. Nessuno può servire due padroni. Non potete servire Dio e la ricchezza. Il culto della ricchezza, dare il cuore al denaro, esserne servi anziché servirsene, produce la malattia del vivere, la disidratazione del cuore, il tradimento del futuro: ami il tuo denaro, lo servi, e allora non c'è più nessun povero che ti apra le porte del cielo, che apra un mondo nuovo.
                                                                                                    (E. Ronchi)

domenica 8 settembre 2019

Notizie parrocchiali - 8 settembre 2019



CAMMINAR PREGANDO
Lunedì 9 settembre con partenza alle 20, dalla chiesa San Nicola di Ornavasso, viene proposta a tutti fedeli delle parrocchie dell’UPM 15 di Gravellona Toce, un’iniziativa di preghiera comunitaria dal titolo: “Camminar pregando”, infatti si procederà a piedi pregando verso il santuario della Madonna del Boden. Chi vuole partecipare lo comunichi a don Massimo. Chi ha bisogno di un passaggio in macchina, ci troviamo alle 19.30 davanti alla chiesa di Casale.
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CAMPETTO DI CALCIO ALL’ORATORIO
Il campetto di gioco dell’oratorio Casa del Giovane è stato dotato di un fondo in materiale sintetico, operazione necessaria visto che, con la pioggia diventava una grande pozzanghera a lungo inutilizzabile.
I lavori sono costati più di 22.000 euro, un grande sforzo economico da parte della parrocchia. Chi volesse contribuire a tale spesa può fare un’offerta a don Massimo. Grazie.
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: dopo la pausa estiva gli incontri riprendono martedì 10 settembre, alle 20,45 presso la chiesa parrocchiale di Ramate.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della Parola festiva - domenica 8 settembre 2019

Gesù, sempre spiazzante nelle sue proposte, indica tre condizioni per seguirlo. Radicali. La prima: Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Gesù punta tutto sull'amore. Lo fa con parole che sembrano cozzare contro la bellezza e la forza dei nostri affetti, la prima felicità di questa vita. Ma il verbo centrale su cui poggia la frase è: se uno non mi "ama di più". Allora non di una sottrazione si tratta, ma di una addizione. Gesù non sottrae amori, aggiunge un "di più". Il discepolo è colui che sulla luce dei suoi amori stende una luce più grande. E il risultato non è una sottrazione ma un potenziamento: Tu sai quanto è bello dare e ricevere amore, quanto contano gli affetti della famiglia, ebbene io posso offrirti qualcosa di ancora più bello. Gesù è la garanzia che i tuoi amori saranno più vivi e più luminosi, perché Lui possiede la chiave dell'arte di amare. La seconda condizione: Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. Non banalizziamo la croce, non immiseriamola a semplice immagine delle inevitabili difficoltà di ogni giorno, dei problemi della famiglia, della fatica o malattia da sopportare con pace. Nel Vangelo "croce" contiene il vertice e il riassunto della vicenda di Gesù: amore senza misura, disarmato amore, coraggioso amore, che non si arrende, non inganna e non tradisce. La prima e la seconda condizione: amare di più e portare la croce, si illuminano a vicenda; portare la croce significa portare l'amore fino in fondo. Gesù non ama le cose lasciate a metà, perché generano tristezza: se devi costruire una torre siediti prima e calcola bene se ne hai i mezzi. Vuole da noi risposte libere e mature, ponderate e intelligenti. Ed elenca la terza condizione: chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. La rinuncia che Gesù chiede non è un sacrificio, ma un atto di libertà: esci dall'ansia di possedere, dalla illusione che ti fa dire: "io ho, accumulo, e quindi sono e valgo". "Un uomo non vale mai per quanto possiede, o per il colore della sua pelle, ma per la qualità dei suoi sentimenti "(M. L. King). "Un uomo vale quanto vale il suo cuore" (Gandhi). Non lasciarti risucchiare dalle cose: la tua vita non dipende dai tuoi beni. Lascia giù le cose e prendi su di te la qualità dei sentimenti. Impara non ad avere di più, ma ad amare bene. Gesù non intende impossessarsi dell'uomo, ma liberarlo, regalandogli un'ala che lo sollevi verso più libertà, più amore, più consapevolezza. Allora nominare Cristo, parlare di vangelo equivale sempre a confortare il cuore della vita.
                                                                                                    (E. Ronchi)

lunedì 2 settembre 2019

Ricordo della festa di Minarola



Notizie parrocchiali - 1 settembre 2019



CAMMINAR PREGANDO
Lunedì 9 settembre con partenza alle 20, dalla chiesa San Nicola di Ornavasso, viene proposta a tutti fedeli delle parrocchie dell’UPM 15 di Gravellona Toce, un’iniziativa di preghiera comunitaria dal titolo: “Camminar pregando”, infatti si procederà a piedi pregando verso il santuario della Madonna del Boden. Chi vuole partecipare lo comunichi a don Massimo. Chi ha bisogno di un passaggio in macchina, ci troviamo alle 19.30 davanti alla chiesa di Casale.
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ASSENZA DEL PARROCO
Don Massimo sarà assente dal 2 al 5 settembre- Per qualsiasi necessità potete rivolgervi a don Adriano Miazza parroco di Mergozzo e moderatore dell’U.P.M. 15 chiamandolo al recapito 333 645 5133.
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: gli incontri del martedì a Ramate sono sospesi, riprenderanno dopo la pausa estiva.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della Parola festiva - domenica 1 settembre 2019

Gesù spiazzava i benpensanti: era un rabbi che amava i banchetti, gli piaceva stare a tavola al punto di essere chiamato «mangione e beone, amico dei peccatori» (Luca 7,34); ha fatto del pane e del vino i simboli eterni di un Dio che fa vivere, del mangiare insieme un'immagine felice e vitale del mondo nuovo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti. I farisei: così devoto, così ascetici all'apparenza, e dentro divorati dall'ambizione. Gesù li contesta, citando un passo famoso, tratto dalla antica saggezza di Israele: «Non darti arie davanti al re e non metterti al posto dei grandi, perché è meglio sentirsi dire "Sali quassù", piuttosto che essere umiliato davanti a uno più importante» (Proverbi 25,7). Diceva: Quando sei invitato, va a metterti all'ultimo posto, ma non per umiltà o per modestia, bensì per amore: mi metto dopo di te perché voglio che tu sia servito prima e meglio.
L'ultimo posto non è un'umiliazione, è il posto di Dio, che «comincia sempre dagli ultimi della fila» (don Orione); il posto di quelli che vogliono assomigliare a Gesù, venuto per servire e non per essere servito. Gesù reagisce alla eterna corsa ai primi posti opponendo «a questi segni del potere il potere dei segni». Una espressione di don Tonino Bello che illustra la strategia del Maestro: Vai all'ultimo posto, non per un senso di indegnità o di svalutazione di te, ma per segno d'amore e di creatività. Perché gesti così generano un capovolgimento, un'inversione di rotta nella nostra storia, aprono il sentiero per un tutt'altro modo di abitare la terra. Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini». Perché poi loro ti inviteranno a loro volta, e questi sono i legami che tengono insieme un mondo immobile e conservatore, che si illude di mantenere sé stesso, in un illusorio equilibrio del dare e dell'avere. Tu invece fa come il Signore, che ama per primo, ama in perdita, ama senza contraccambio, ama senza contare e senza condizioni: Quando offri una cena invita poveri, storpi, zoppi, ciechi. Accogli quelli che nessuno accoglie, dona a quelli che non ti possono restituire niente. E sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Che strano: sembrano quattro categorie di persone infelici, eppure nascondono il segreto della felicità. Sarai beato, troverai la gioia. La troverai, l'hai trovata ogni volta che hai fatto le cose non per interesse, ma per generosità. L'uomo per star bene deve dare. È la legge della vita. Perciò anche legge di Dio. Sarai beato, è il segreto delle beatitudini: Dio regala gioia a chi produce amore.
                                                                                                    (E. Ronchi)

sabato 24 agosto 2019

Notizie parrocchiali - 25 agosto 2019



FESTA DEGLI ALPIGIANI
alpe Minarola - domenica 25 agosto
ore 11       celebrazione della Messa, a seguire pranzo sociale
                 è sospesa la celebrazione delle 11,15 a Casale
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Rosario in Famiglia; lunedì 26 agosto, ore 20,45 presso Gianna Motta, Ricciano.

Gruppo San Pio da Pietrelcina: gli incontri del martedì a Ramate sono sospesi, riprenderanno dopo la pausa estiva.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.

Ora Mariana: domenica 1 settembre, ore 14,30 presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della Parola Festiva - domenica 25 agosto 2019

Due immagini potenti: una porta stretta e davanti ad essa una folla che si accalca e preme per entrare. Poi, con un cambio improvviso di prospettiva, la seconda immagine ci porta oltre quella soglia stretta, immersi in un'atmosfera di festa, in una calca multicolore e multietnica: verranno da oriente e da occidente, da nord e da sud e siederanno a mensa... La porta è stretta, ma si apre su di una festa. Eppure quell'aggettivo ci inquieta. Noi pensiamo subito che "stretto" significhi sacrifici e fatiche. Ma il Vangelo non dice questo. La porta è stretta, vale a dire a misura di bambino e di povero: se non sarete come bambini non entrerete... La porta è piccola, come i piccoli che sono casa di Dio: tutto ciò che avete fatto a uno di questi piccoli l'avete fatto a me... E se anche fosse minuscola come la cruna di un ago (com'è difficile per quanti possiedono ricchezze entrare nel Regno di Dio, è più facile che un cammello passi per la cruna dell'ago) e se anche fossimo tutti come cammelli che tentano di passare goffamente, inutilmente, per quella cruna dell'ago, ecco la soluzione, racchiusa in una della parole più belle di Gesù, vera lieta notizia: tutto è possibile a Dio (Mc 10,27). Lui è capace di far passare un cammello per la cruna di un ago, Dio ha la passione dell'impossibile, dieci cammelli passeranno per quel minuscolo foro. Perché nessuno si salva da sé, ma tutti possiamo essere salvati da Dio. Non per i nostri meriti ma per la sua bontà, per la porta santa che è la sua misericordia. Lo dice il verbo "salvarsi" che nel vangelo è al passivo, un passivo divino, dove il soggetto è sempre Dio. Quando la porta da aperta si fa' chiusa, inizia la crisi dei "buoni". Abbiamo mangiato alla tua presenza (allusione all'Eucaristia), hai insegnato nelle nostre piazze (conosciamo il Vangelo e il catechismo), perché non apri? Non so di dove siete, voi venite da un mondo che non è il mio. Non basta mangiare Gesù, che è pane, occorre farsi pane per gli altri. Non basta essere credenti, dobbiamo essere credibili. E la misura è nella vita. «La fede vera si mostra non da come uno parla di Dio, ma da come parla e agisce nella vita, da lì capisco se uno ha soggiornato in Dio» (S. Weil). La conclusione della piccola parabola è piena di sorprese: viene sfatata l'idea della porta stretta come porta per pochi, per i più bravi. Tutti possono passare per le porte sante di Dio. Il sogno di Dio è far sorgere figli da ogni dove, per una offerta di felicità, per una vita in pienezza. È possibile per tutti vivere meglio, e Gesù ne possiede la chiave. Lui li raccoglie da tutti gli angoli del mondo, variopinti clandestini del regno, arrivati ultimi e per lui considerati primi.
                                                                                                    (E. Ronchi)

sabato 17 agosto 2019

Notizie parrocchiali - 18 agosto 2019



FESTA DI SAN ROCCO
Cereda – domenica 18 agosto
ore 17       Messa solenne e tradizionale benedizione del pane
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FESTA DEGLI ALPIGIANI
alpe Minarola - domenica 25 agosto
ore 11       celebrazione della Messa, a seguire pranzo sociale
                 è sospesa la celebrazione delle 11,15 a Casale
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: gli incontri del martedì a Ramate sono sospesi, riprenderanno dopo la pausa estiva.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della Parola festiva - domenica 18 agosto 2019

Sono venuto a gettare fuoco sulla terra. Tutti abbiamo conosciuto uomini e donne appassionati del Vangelo, e li abbiamo visti passare fra noi come una fiaccola accesa. «La verità è ciò che arde» (Christian Bobin), occhi e mani che ardono, che hanno luce e trasmettono calore: «la vita xe fiama» (Biagio Marin). Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. Lui che ha chiesto di amare i nemici, che ha dato il nome di "divisore", diavolo, al peggior nemico dell'uomo, che ha pregato fino all'ultima sera per l'unità "ut unum sint", qui si contraddice. E capisco allora che, sotto la superficie delle parole, devo cercare ancora. Gesù stesso, tenero come un innamorato e coraggioso come un eroe, è stato con tutta la sua vita segno di contraddizione. Il suo Vangelo è venuto come una sconvolgente liberazione: per le donne sottomesse e schiacciate dal maschilismo; per i bambini, proprietà dei genitori; per gli schiavi in balia dei padroni; per i lebbrosi, i ciechi, i poveri. Si è messo dalla loro parte, li chiama al suo banchetto, fa di un bambino il modello di tutti e dei poveri i principi del suo regno, sceglie sempre l'umano contro il disumano. La sua predicazione non metteva in pace la coscienza, ma la risvegliava dalle false paci! Paci apparenti, rotte da un modo più vero di intendere la vita. La scelta di chi si dona, di chi perdona, di chi non si attacca al denaro, di chi non vuole dominare ma servire gli altri, di chi non vuole vendicarsi diventa precisamente divisione, guerra, urto inevitabile con chi pensa a vendicarsi, salire, dominare, con chi pensa che è vita solo quella di colui che vince. Leonardo Sciascia si augurava: «Io mi aspetto che i cristiani qualche volta accarezzino il mondo in contropelo». Ritti, controcorrente, senza accodarsi ai potenti di turno o al pensiero dominante. Che riscoprano e vivano la "beatitudine degli oppositori", di chi si oppone a tutto ciò che fa male alla storia e al cuore dei figli di Dio. Gesù nel Vangelo di Tommaso ha questa espressione: «Stare vicino a me è stare vicino al fuoco». Siamo discepoli di un Vangelo che brucia, brucia dentro, ci infiamma qualche volta almeno, oppure abbiamo una fede che rischia di essere solo un tranquillante, una fede sonnifero? Il Vangelo non è un bavaglio, ma un megafono. Ti fa voce di chi non ha voce, sei il giusto che lotta in mezzo alle ingiustizie, mai passivo e arreso, mai senza fuoco. Quanto vorrei che questo fuoco fosse già acceso. Eppure arde! C'è dentro le cose il seme incandescente di un mondo nuovo. C'è una goccia di fuoco anche in me, una lingua di fuoco sopra ognuno di noi a Pentecoste, c'è lo Spirito santo che accende i suoi roveti all'angolo di ogni strada.
                                                                                                    (E. Ronchi)

lunedì 12 agosto 2019

Notizie parrocchiali - 11 agosto 2019



FESTA DI SAN ROCCO
Cereda – domenica 18 agosto
ore 17       Messa solenne e tradizionale benedizione del pane
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FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA VERGINE ASSUNTA
Mercoledì 14 agosto
ore 17       Messa prefestiva celebrata a Ramate e non a Montebuglio
ore 18,15  Messa prefestiva a Casale
Giovedì 15 agosto
ore 10       Messa all’oratorio del Balmello    – sostituisce la celebrazione di Ramate
ore 11,15  Messa al santuario del Getsemani – sostituisce la celebrazione di Casale
Domenica 25 agosto
ore 11       Messa all’alpe Minarola in occasione della festa degli Alpigiani
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: gli incontri del martedì a Ramate sono sospesi, riprenderanno dopo la pausa estiva.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899

Esegesi della Parola festiva - domenica 11 agosto 2019

Tre volte è ripetuto un invito: siate pronti, tenetevi pronti. A che cosa? Allo splendore dell'incontro. E non con un Dio minaccioso, ladro di vita, che è la proiezione delle nostre paure e dei nostri moralismi violenti; ma con l'impensabile di Dio: un Dio che si fa servo dei suoi servi, che «li farà mettere a tavola e passerà a servirli». Che si china davanti all'uomo, con stima, rispetto, gratitudine. Il capovolgimento dell'idea di un Dio padrone. Il punto commovente, sublime di questa parabola, il momento straordinario è proprio quando accade l'inconcepibile: il Signore si mette a fare il servo, si pone a servizio della mia vita! Ed ecco Gesù ribadire, perché si imprima bene, questo atteggiamento stravolgente del Signore: «E se giungendo nel cuore della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro». E passerà a servirli. Perché è rimasto incantato. Che i servi restino in attesa, svegli fino all'alba, non è richiesto; è "un di più" non dettato né da dovere né da paura, si attende così solo se si ama e si desidera, e non si vede l'ora che giunga il momento degli abbracci: «Dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore». Un padrone tesoro verso cui punta diritta la freccia del cuore, come fosse l'amato del Cantico: Dormo, ma il mio cuore veglia (5,2). Per il servo infedele invece il tesoro è il gusto del potere sugli altri servi, approfittando del ritardo del padrone «cominciare a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere, a ubriacarsi». Per quel servo, che ha posto il tesoro nelle cose, l'incontro alla fine della notte con il suo signore sarà la dolorosa scoperta di avere mortificato la propria vita nel momento in cui mortificava gli altri; la triste sorpresa di avere fra le mani solo il pianto, i cocci di una vita sbagliata. La nostra vita è viva quando coltiva tesori di speranze e di persone; vive se custodisce un capitale di sogni e di persone amate, per le quali trepidare, tremare e gioire. Ma ancora di più il nostro tesoro d'oro fino è un Dio che ha fiducia in noi, al punto di affidarci, come a servi capaci, la casa grande che è il mondo, con tutte le sue meraviglie. Che fortuna avere un Signore così, che ci ripete: Il mondo è per voi! Potete coltivarne e goderne la bellezza, potete custodire ogni alito di vita. Siete custodi anche del vostro cuore: coltivatelo al gusto del bello, alla sete della sapienza. Mio tesoro è il volto di Dio, l'immagine straordinaria, clamorosa, che solo Gesù ha osato: Dio nostro servitore, che ha nome Amore, pastore di costellazioni e di cuori, che viene, chiude le porte della notte e apre quelle della luce, ci farà mettere a tavola, e passerà a servirci, le mani colme di doni.
                                                                                                    (E. Ronchi)

domenica 4 agosto 2019

Notizie parrocchiali

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA VERGINE ASSUNTA
Mercoledì 14 agosto
ore 17       Messa prefestiva celebrata a Ramate e non a Montebuglio
ore 18,15  Messa prefestiva a Casale
Giovedì 15 agosto
ore 10       Messa all’oratorio del Balmello    – sospesa la celebrazione di Ramate
ore 11,15  Messa al santuario del Getsemani – sospesa la celebrazione di Casale
Domenica 25 agosto
ore 11       Messa all’alpe Minarola in occasione della festa degli Alpigiani

venerdì 2 agosto 2019

Notizie parrocchiali - 4 agosto 2019



FESTA DI SAN LORENZO MARTIRE
Ramate – sabato 10 agosto
Ore 20      Messa solenne
                 a seguire visita comunitaria al cimitero di Casale
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VARIAZIONI D’ORARIO PER LE CELEBRAZIONI
Da venerdì 29 luglio a venerdì 2 agosto le celebrazioni feriali si terranno tutte alle ore 9; per maggiori informazioni si consulti il bollettino parrocchiale.
Il parroco sarà assente dal 29 luglio al 3 agosto compresi; per eventuali necessità ci si potrà rivolgere a don Adriano Miazza, parroco di Mergozzo, chiamando il recapito telefonico 333 645 5133.
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: gli incontri del martedì a Ramate sono sospesi, riprenderanno dopo la pausa estiva.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899
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GRAZIE
Durante la Messa celebrata in onore di S. Anna sono stati raccolti 550 euro; andranno a finanziare la posa del nuovo bassorilievo posto nella cappelletta.
Si ringraziano sentitamente tutti coloro che in qualunque modo hanno contribuito al successo della manifestazione.

Esegesi della Parola festiva - domenica 4 agosto 2019


La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: «Come faccio? Ho troppo. Ecco, demolirò i miei magazzini e ne ricostruirò di più grandi». Così potrò accumulare e trattenere. Scrive san Basilio: «E se poi riempirai anche i nuovi granai, che cosa farai? Demolirai ancora e ancora ricostruirai? Con cura costruire, poi con cura demolire: cosa c'è di più insensato, di più inutile? Se vuoi, hai dei granai: sono nelle case dei poveri». Il ricco della parabola invece dice sempre «io» (io demolirò, costruirò, raccoglierò...), usa sempre l'aggettivo possessivo «mio» (i miei beni, i miei raccolti, i miei magazzini, me stesso, anima mia). Nessun altro entra nel suo orizzonte. Uomo senza aperture, senza brecce; non solo privo di generosità, ma privo di relazioni. La sua non è vita. Infatti: stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta indietro la tua vita. Gesù non evoca la morte come una minaccia per farci disprezzare i beni della terra. Il Vangelo non contesta il desiderio di godere le brevi gioie della strada come vorrebbe fare il ricco (anima mia, riposati, mangia, bevi, divertiti...). Gesù non fa come certi predicatori che stendono un velo di triste rifiuto sulle cose del mondo, quasi volessero disamorarci della vita; non dice che il pane non è buono, che il benessere è male. Dice che non di solo pane vive l'uomo. Che anzi, di solo pane, di solo benessere, di sole cose, l'uomo muore. Che la tua vita non dipende da ciò che possiedi, non dipende da ciò che uno ha, ma da ciò che uno dà. La vita vive di vita donata. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo dato via. Sulle colonne dell'avere troveremo alla fine soltanto ciò che abbiamo perduto per qualcuno. «Se vuoi, hai dei granai, sono nelle case dei poveri» (san Basilio). Ma l'uomo ricco si è creato un deserto attorno. È solo, isolato al centro dei suoi magazzini pieni. Nessun altro è nominato, nessuno in casa, nessun povero alla porta, nessuno con cui condividere la gioia del raccolto. Le persone contano meno dei sacchi di grano. Non vive bene. Gesù intende rispondere a una domanda globale di felicità che si nutre di almeno due condizioni: non può mai essere solitaria e ha sempre a che fare con il dono. Vuoi vita piena? Non cercarla al mercato delle cose: le cose promettono ciò che non possono mantenere. Le cose hanno un fondo e il fondo delle cose è vuoto. Cercala dalla parte delle persone. Sposta il tuo desiderio. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio. L'alternativa è chiara: chi accumula «per sé», lentamente muore. Chi arricchisce presso Dio, accumulando relazioni buone, donando invece di trattenere, ha trovato il segreto della vita che non muore.
                                                                                                     (E. Ronchi)

sabato 27 luglio 2019

Notizie parrocchiali - 28 luglio 2019



VARIAZIONI D’ORARIO PER LE CELEBRAZIONI
Da venerdì 29 luglio a venerdì 2 agosto le celebrazioni feriali si terranno tutte alle ore 9; per maggiori informazioni si consulti il bollettino parrocchiale.
Il parroco sarà assente dal 29 luglio al 3 agosto compresi; per eventuali necessità ci si potrà rivolgere a don Adriano Miazza, parroco di Mergozzo, chiamando il recapito telefonico 333 645 5133.
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: gli incontri del martedì a Ramate sono sospesi, riprenderanno dopo la pausa estiva.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899
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GRAZIE
La fiera del dolce svoltasi nel corso della festa per la Madonna di Pompei durante lo scorso fine settimana ha permesso di raccogliere oltre 500 euro, interamente devoluti al fondo di solidarietà della Caritas interparrocchiale.
Si ringraziano sentitamente tutti coloro che in qualunque modo hanno contribuito al successo della manifestazione.

Esegesi della Parola festiva - domenica 28 luglio 2019

Signore insegnaci a pregare. Pregare è riconnettere la terra al cielo (M. Zundel), riattaccarci a Dio, come si attacca la bocca alla fontana. Pregare è aprirsi, con la gioia silenziosa e piena di pace della zolla che si offre all'acqua che la vivifica e la rende feconda: «sappi che Tu mi sei segretamente ciò ch'è la primavera per i fiori» (G. Centore). Pregare è dare a Dio del padre, del papà innamorato dei suoi figli, e non del signore, del re o del giudice. È un Dio che non si impone ma che sa di abbracci; un Dio affettuoso, vicino, caldo, cui chiedere le poche cose indispensabili per vivere bene. E chiederle da fratelli, dimenticando le parole io e mio, perché sono fuori dalla grammatica di Dio. Infatti nella preghiera che Gesù insegna ci sono solo gli aggettivi "tuo" e "nostro", sono lì come braccia aperte. E la prima cosa da chiedere è questa: che il tuo nome sia santificato. Il nome di Dio è amore. Che l'amore sia santificato sulla terra, da tutti, in tutto il mondo. Che l'amore santifichi la terra. Se c'è qualcosa di santo in questo mondo, qualcosa di eterno in noi, è la nostra capacità di amare e di essere amati. La seconda cosa da chiedere: Venga il tuo regno, nasca la terra nuova come tu la sogni. Venga in fretta, prenda forma compiuta il lievito santo che già pulsa e fermenta nel profondo delle cose; che il seme diventi pane, che l'alba diventi meriggio gravido di luce. E poi la terza cosa, ma viene solo per terza perché senza le prime due non ci basta: Dacci il pane nostro quotidiano. "Pane" indica tutto ciò che serve alla vita e alla felicità: donaci il pane e l'amore, entrambi necessari; il pane e l'amore, entrambi quotidiani. Pane per sopravvivere, amore per vivere. E che sia il "nostro" pane, perché se uno è sazio e uno muore di fame, quello non è il pane di Dio, e il mondo nuovo non viene. E la quarta cosa: perdona i nostri peccati, togli tutto ciò che pesa sul cuore e lo invecchia, ciò che di me ha fatto male agli altri, ciò che degli altri ha fatto male a me, tutte le ferite che mantengo aperte. Il perdono non si riduce a un colpo di spugna sul passato, ma libera il futuro, apre sentieri, insegna respiri. E noi che adesso conosciamo la potenza del perdono, noi lo doniamo ai nostri fratelli e a noi stessi (com'è difficile a volte perdonarsi certi errori...) per tornare a edificare pace. E l'ultima cosa: Non abbandonarci alla tentazione. Se ci vedi camminare dentro la paura, la sfiducia, la tristezza, o se ci senti attratti verso ciò che ci fa male, Padre, samaritano buono delle nostre vite, dacci la tua mano e accompagnaci fuori. Sarà come decollare, bucare le nuvole e tornare nell'azzurro e nella luce (M. Marcolini). E poi ritornare sulla terra, carichi di sole.

lunedì 15 luglio 2019

Notizie parrocchiali - 14 luglio 2019



VARIAZIONI D’ORARIO PER LE CELEBRAZIONI
Sabato 20 e domenica 21 luglio le celebrazioni della parrocchia di San Giorgio si terranno presso la chiesa dei santi Carlo e Bernardo in occasione della festa della Madonna di Pompei.
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FESTA DELLA MADONNA DI POMPEI
Sabato 20 luglio        ore 18,15  Messa e Unzione degli infermi
Domenica 21 luglio   ore 11,15  Messa
                                  ore 15       recita dei Vespri e Benedizione Eucaristica
Tutte le celebrazioni si terranno presso la chiesa di San Carlo.
In concomitanza con le celebrazioni si svolgerà la tradizionale fiera del dolce; il ricavato andrà a finanziare le attività della Caritas interparrocchiale.
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INCONTRI DI PREGHIERA
Gruppo San Pio da Pietrelcina: gli incontri del martedì a Ramate sono sospesi, riprenderanno dopo la pausa estiva.

Ogni mercoledì, alle 9,00 incontro di preghiera e distribuzione dell’Eucarestia presso la chiesa parrocchiale di Casale.
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COMUNIONE AD AMMALATI E ANZIANI
Per gli ammalati e anziani che desiderassero ricevere la comunione a casa: telefonare al recapito 0323 60899
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CATECHISTI CERCASI
Le comunità parrocchiali casalesi hanno bisogno di nuovi catechisti!
Chi fosse disponibile a intraprendere questo importante servizio lo segnali al più presto al parroco.

Esegesi della Parola festiva - domenica 14 luglio 2019

Una parabola che non mi stanco di ascoltare; un racconto che continuo ad amare perché generativo di umano, perché contiene il volto di Dio e la soluzione possibile dell'intero dramma dell'uomo. Chi è il mio prossimo? È la domanda di partenza. La risposta di Gesù opera uno spostamento di senso (chi di questi tre si è fatto prossimo?) ne modifica radicalmente il concetto: tuo prossimo non è colui che tu fai entrare nell'orizzonte delle tue attenzioni, ma prossimo sei tu quando ti prendi cura di un uomo; non chi tu ami, ma tu quando ami. Il verbo centrale della parabola, quello da cui sgorga ogni gesto successivo del samaritano è espresso con le parole "ne ebbe compassione". Che letteralmente nel vangelo di Luca indica l'essere preso alle viscere, come un morso, un crampo allo stomaco, uno spasmo, una ribellione, qualcosa che si muove dentro, e che è poi la sorgente da cui scaturisce la misericordia fattiva. Compassione è provare dolore per il dolore dell'uomo, la misericordia è il curvarsi, il prendersi cura per guarirne le ferite. Nel vangelo di Luca "provare compassione" è un termine tecnico che indica una azione divina con la quale il Signore restituisce vita a chi non ce l'ha. Avere misericordia è l'azione umana che deriva da questo "sentimento divino". I primi tre gesti del buon samaritano: vedere, fermarsi, toccare, tratteggiano le prime tre azioni della misericordia. Vedere: vide e ne ebbe compassione. Vide le ferite, e si lasciò ferire dalle ferite di quell'uomo. Il mondo è un immenso pianto, e «Dio naviga in un fiume di lacrime» (Turoldo), invisibili a chi ha perduto gli occhi del cuore, come il sacerdote e il levita. Per Gesù invece guardare e amare erano la stessa cosa: lui è lo sguardo amante di Dio. Fermarsi: interrompere la propria strada, i propri progetti, lasciare che sia l'altro a dettare l'agenda, fermarsi addosso alla vita che geme e chiama. Io ho fatto molto per questo mondo ogni volta che semplicemente sospendo la mia corsa per dire "grazie", per dire "eccomi". Toccare: il samaritano si fa vicino, versa olio e vino, fascia le ferite dell'uomo, lo carica, lo porta. Toccare è parola dura per noi, convoca il corpo, ci mette alla prova. Non è spontaneo toccare il contagioso, l'infettivo, il piagato. Ma nel vangelo ogni volta che Gesù si commuove, si ferma e tocca. Mostrando che amare non è un fatto emotivo, ma un fatto di mani, di tatto, concreto, tangibile. Il samaritano si prende cura dell'uomo ferito in modo addirittura esagerato. Ma proprio in questo eccesso, in questo dispendio, nell'agire in perdita e senza contare, in questo amore unilaterale e senza condizioni, diventa lieta, divina notizia per la terra.
                                                                                            (E. Ronchi)