sabato 26 settembre 2020

Notizie parrocchiali - 27 settembre 2020

  

PRESENTAZIONE DELLA LETTERA PASTORALE

Mercoledì 30 settembre, alle ore 21, presso la Basilica di San Vittore a Intra, il nostro Vescovo presenterà la sua Lettera Pastorale “Alla tua cena mirabile”. Siamo tutti invitati.

Chi vuole partecipare lo comunichi a don Massimo per l’organizzazione, partenza ore 20,30 dalla Chiesa di Ramate.

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CATECHISTI CERCASI

Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti. Chi volesse rendersi disponibile per questo servizio, molto importante per i nostri ragazzi, lo comunichi a don Massimo.

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INCONTRI DI PREGHIERA

Rosario in famiglia: lunedì 28 settembre, ore 20,45 presso Milena e Bruno Ferraris, a Ricciano.

 

Gruppo San Pio da Pietrelcina: ogni martedì, ore 20,45 nella chiesa parrocchiale di Ramate.

 

Ogni mercoledì, ore 9, chiesa parrocchiale di Casale: momento di preghiera

Esegesi della Parola festiva - domenica 27 settembre 2020

 Un uomo aveva due figli!. Ed è come dire: Un uomo aveva due cuori. Ognuno di noi ha in sé un cuore diviso; un cuore che dice “sì” e uno che dice “no”; un cuore che dice e poi si contraddice. L'obiettivo santo dell'uomo è avere un cuore unificato. Il primo figlio rispose: non ne ho voglia, ma poi si pentì e vi andò. Il primo figlio è un ribelle; il secondo, che dice “sì” e non fa, è un servile. Non si illude Gesù. Conosce bene come siamo fatti: non esiste un terzo figlio ideale, che vive la perfetta coerenza tra il dire e il fare. Il primo figlio, vivo, reattivo, impulsivo che prima di aderire a suo padre prova il bisogno imperioso, vitale, di fronteggiarlo, di misurarsi con lui, di contraddirlo, non ha nulla di servile. L'altro figlio che dice “sì, signore” e non fa è un adolescente immaturo che si accontenta di apparire. Uomo di maschere e di paure. I due fratelli della parabola, pur così diversi, hanno tuttavia qualcosa in comune, la stessa idea del padre: un padre-padrone al quale sottomettersi oppure ribellarsi, ma in fondo da eludere. Qualcosa però viene a disarmare il rifiuto del primo figlio: si pentì. Pentirsi significa cambiare modo di vedere il padre e la vigna: la vigna è molto più che fatica e sudore, è il luogo dove è racchiusa una profezia di gioia (il vino) per tutta la casa. E il padre è custode di gioia condivisa. Chi dei due figli ha fatto la volontà del Padre? Parola centrale. Volontà di Dio è forse mettere alla prova i due figli, misurare la loro obbedienza? No, la sua volontà è la fioritura piena della vigna che è la vita nel mondo; è una casa abitata da figli liberi e non da servi sottomessi. Gesù prosegue con una delle sue parole più dure e più consolanti: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio. Perché hanno detto “no”, e la loro vita era senza frutti, ma poi hanno cambiato vita. Dura la frase! Perché si rivolge a noi, che a parole diciamo “sì”, ma poi siamo sterili di frutti buoni. Cristiani di facciata o di sostanza? Solo credenti, o finalmente anche credibili? Ma è consolante questa parola, perché in Dio non c'è ombra di condanna, solo la promessa di una vita totalmente rinnovata per tutti. Dio non rinchiude nessuno nei suoi ergastoli passati, nessuno; ha fiducia sempre, in ogni uomo; ha fiducia nelle prostitute e ha fiducia anche in me, in tutti noi, nonostante i nostri errori e i nostri ritardi. Dio si fida del mio cuore. E io «accosterò le mie labbra alla sorgente del cuore» (San Bernardo) unificato, «perché da esso sgorga la vita» (Proverbi 4,23), il senso, la conversione: Dio non è un dovere, è stupore e libertà, un vino di festa per il futuro del mondo. 

sabato 19 settembre 2020

Notizie parrocchiali - 20 settembre 2020


FESTA DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Ramate, mercoledì 23 settembre

Alle ore 18 verrà celebrata la Messa in chiesa parrocchiale.

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FESTA DELLA MADONNA DELLA MERCEDE

La Messa verrà celebrata nella chiesa di San Giorgio, a Casale, e non alla Cereda, per motivi sanitari, giovedì 24 settembre alle ore 20,30.

La chiesa della Cereda sarà aperta il 24 settembre 2020 dalle 10.00 alle 17.00 per chi vorrà farvi visita in occasione della festività.

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INCONTRI DI PREGHIERA

Gruppo San Pio da Pietrelcina: ogni martedì, ore 20,45 nella chiesa parrocchiale di Ramate.

 

Ogni mercoledì, ore 9, chiesa parrocchiale di Casale: momento di preghiera

 

Gruppo Maria Regina della Pace: venerdì 25 settembre, ore 21, chiesa parrocchiale di Casale

Esegesi della Parola festiva - domenica 20 settembre 2020

 

Il Vangelo è pieno di vigne e di viti, come il Cantico dei cantici. La vigna è, tra tutti, il campo più amato, in cui il contadino investe più lavoro e più passione, gioia e fatica, sudore e poesia. Vigna di Dio e suoi operai siamo noi, profezia di grappoli colmi di sole. Un padrone esce all'alba in cerca di lavoratori, e lo farà per ben cinque volte, fino quasi al tramonto, pressato da un motivo che non è il lavoro, tantomeno la sua incapacità di calcolare le braccia necessarie. C'è dell'altro: Perché ve ne state qui tutto il giorno senza fare niente? Il padrone si interessa e si prende cura di quegli uomini, più ancora che della sua vigna. Qui seduti, senza far niente: il lavoro è la dignità dell'uomo. Un Signore che si leva contro la cultura dello scarto! E poi, il cuore della parabola: il momento della paga. Primo gesto contromano: cominciare dagli ultimi, che hanno lavorato un'ora soltanto. Secondo gesto contro logica: pagare un'ora soltanto di lavoro quanto una giornata di dodici ore. Mi commuove il Dio presentato da Gesù: un Dio che con quel denaro, che giunge insperato e benedetto a quattro quinti dei lavoratori, vuole dare ad ognuno quello che è necessario a mantenere la famiglia quel giorno, il pane quotidiano. Il nostro Dio è differente, non è un padrone che fa di conto e dà a ciascuno il suo, ma un signore che dà a ciascuno il meglio, che estende a tutti il miglior dei contratti. Un Dio la cui prima legge è che l'uomo viva. Non è ingiusto verso i primi, è generoso verso gli ultimi. Dio non paga, dona. È il Dio della bontà senza perché, che trasgredisce tutte le regole dell'economia, che sa ancora saziarci di sorprese, che ama in perdita. Anzi la nostra più bella speranza è un Dio che non sa far di conto: per lui i due spiccioli della vedova valgono più delle ricche offerte dei ricchi; per quelli come lui c'è più gioia nel dare che nel ricevere. E crea una vertigine dentro il nostro modo mercantile di concepire la vita: mette l'uomo prima del mercato, il mio bisogno prima dei miei meriti. Quale vantaggio c'è, allora, a essere operai della prima ora? Solo un supplemento di fatica? Il vantaggio è quello di aver dato di più alla vita, di aver fatto fruttificare di più la terra, di aver reso più bella la vigna del mondo. Ti dispiace che io sia buono? No, Signore, non mi dispiace che Tu sia buono, perché sono io l'ultimo bracciante. Non mi dispiace, perché so che verrai a cercarmi ancora, anche quando si sarà fatto molto tardi. Io non ho bisogno di una paga, ma di grandi vigne da coltivare, grandi campi da seminare, e della promessa che una goccia di luce è nascosta anche nel cuore vivo del mio ultimo minuto.

                                                                                             E. Ronchi

sabato 5 settembre 2020

Notizie parrocchiali - 6 settembre 2020

  

CAMMINARE ADORANDO

Giovedì 10 settembre, con partenza alle ore 20.00 dalla chiesa di San Nicola di Ornavasso, viene proposta a tutti i fedeli delle parrocchie dell’UPM 15 di Gravellona Toce, un’iniziativa di preghiera comunitaria dal titolo: “Camminar adorando”.

Si procederà a piedi pregando verso il santuario della Madonna del Boden. All’arrivo ore 21 Adorazione sul prato del Santuario.

Chi vuole partecipare lo comunichi a don Massimo. Chi ha bisogno di un passaggio in auto si trovi alle 19.30 davanti alla chiesa di Casale.

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INCONTRI DI PREGHIERA

Ogni mercoledì, ore 9, chiesa parrocchiale di Casale: momento di preghiera

 

Ora Mariana: domenica 6 settembre, ore 14,30 nella chiesa parrocchiale di Casale

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CATECHISTI CERCASI

Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie

Esegesi della Parola festiva - domenica 6 settembre 2020

 

Il perdono non consiste in una emozione, ma in una decisione. Non nasce come evento improvviso, ma come un percorso. La portata scandalosa del perdono, ciò che va contro tutti i nostri istinti, sta nel fatto che è la vittima che deve convertirsi, non colui che ha offeso, ma colui che ha subito l'offesa. Difficile, eppure il Vangelo assicura che è una possibilità offerta all'uomo, per un futuro risanato. «Il perdono è la de-creazione del male» (R. Panikkar), perché rattoppa incessantemente il tessuto continuamente lacerato delle nostre relazioni. Gesù indica un percorso in 5 passi. Il primo è il più esigente: tu puoi intervenire nella vita di un altro e toccarlo nell'intimo, non in nome di un ruolo o di una presunta verità, ma solo se ha preso carne e sangue dentro di te la parola fratello, come afferma Gesù: se tuo fratello pecca... Solo la fraternità reale legittima il dialogo. Quello vero: non quello politico, in cui si misurano le forze, ma quello evangelico in cui si misurano le sincerità. Il secondo momento: dopo aver interrogato il cuore, tu va' e parla, tu fa il primo passo, non chiuderti in un silenzio ostile, non fare l'offeso, ma sii tu a riallacciare la relazione. Lontano dalle scene, nel cuore della vita, tutto inizia dal mattoncino elementare di tutta la realtà, il rapporto io-tu. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello. Verbo stupendo: guadagnare un fratello. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l'unica politica economica che produce vera crescita. Poi gli altri passi: prendi con te una o due persone, infine parlane alla comunità. E se non ascolta sia per te come il pagano e il pubblicano. Un escluso, uno scarto? No. Con lui ti comporterai come ha fatto Gesù, che siede a mensa con i pubblicani per annunciare la bella notizia della tenerezza di un Dio chino su ciascuno dei suoi figli. Tutto quello che legherete o che scioglierete sulla terra, lo sarà anche in cielo. Gesù non parla da giurista, non lo fa mai. «Il potere di perdonare il male non è il potere giuridico dell'assoluzione, è il potere di diventare una presenza trasfigurante anche nelle esperienze più squallide, più impure, più alterate dell'uomo» (Don Michele Do). È il potere conferito a tutti i fratelli di diventare presenza che de-crea il male, con gesti che vengono da Dio: perdonare i nemici, trasfigurare il dolore, immedesimarsi nel prossimo: è l'eternità che si insinua nell'istante. Infatti: ciò che scioglierete, come lui ha sciolto Lazzaro dalle bende della morte; ciò che legherete, come lui ha legato a sé uomini e donne; ciò che scioglierete avrà libertà per sempre, ciò che legherete avrà comunione per sempre.

                                                                                             E. Ronchi

sabato 29 agosto 2020

Notizie parrocchiali - 30 agosto 2020

 

CAMMINARE ADORANDO

Giovedì 10 settembre, con partenza alle ore 20.00 dalla chiesa di San Nicola di Ornavasso, viene proposta a tutti i fedeli delle parrocchie dell’UPM 15 di Gravellona Toce, un’iniziativa di preghiera comunitaria dal titolo: “Camminar adorando”.

Si procederà a piedi pregando verso il santuario della Madonna del Boden. All’arrivo ore 21 Adorazione sul prato del Santuario.

Chi vuole partecipare lo comunichi a don Massimo. Chi ha bisogno di un passaggio in auto si trovi alle 19.30 davanti alla chiesa di Casale.

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INCONTRI DI PREGHIERA

Ogni mercoledì, ore 9, chiesa parrocchiale di Casale: momento di preghiera

 

Ora Mariana: domenica 6 settembre, ore 14,30 nella chiesa parrocchiale di Casale

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CATECHISTI CERCASI

Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie

Esegesi della Parola festiva - domenica 30 agosto 2020

 

Se qualcuno vuole venire dietro a me... Ma perché seguirlo? Perché andare dietro a lui e alle sue idee? Semplice: per essere felice. Quindi Gesù detta le condizioni. Condizioni da vertigine. La prima: rinnegare se stesso. Parole pericolose, se capite male. Gesù non vuole dei frustrati al suo seguito, ma gente dalla vita piena, riuscita, compiuta, realizzata. Rinnegare se stessi non significa mortificare la propria persona, buttare via talenti e capacità. Significa piuttosto: il mondo non ruota attorno a te; esci dal tuo io, sconfina oltre te. Non mortificazione, allora, ma liberazione. Seconda condizione: Prenda la sua croce e mi segua. Una delle frasi più celebri, più citate e più fraintese del Vangelo, che abbiamo interpretato come esortazione alla rassegnazione: soffri con pazienza, accetta, sopporta le inevitabili croci della vita. Ma Gesù non dice “sopporta”, dice “prendi”. Al discepolo non è chiesto di subire passivamente, ma di prendere, attivamente. Che cos'è allora la croce? È il riassunto dell'intera vita di Gesù. Prendi la croce significa: “Prendi su di te una vita che assomigli alla sua”. La vocazione del discepolo non è subire il martirio ma una vita da Messia; come lui anche tu passare nel mondo da creatura pacificata e amante. La croce nel Vangelo indica la follia di Dio, la sua lucida follia d'amore. Il sogno di Gesù non è uno sterminato corteo di uomini, donne, bambini, anziani, tutti con la loro croce addosso, in una perenne Via Crucis dolorosa. Ma l'immensa migrazione dell'umanità verso più vita. Sostituiamo croce con amore. Ed ecco: se qualcuno vuole venire con me, prenda su di sé il giogo dell'amore, tutto l'amore di cui è capace, e mi segua. Ciascuno con l'amore addosso, che però ha il suo prezzo: “Là dove metti il tuo cuore, là troverai anche le tue spine e le tue ferite”. All'orizzonte si stagliano Gerusalemme e i giorni supremi. Gesù li affronta scegliendo di non assomigliare ai potenti del mondo. Potere vero per lui è servire, è venuto a portare la supremazia della tenerezza, e i poteri del mondo saranno impotenti contro di essa: il terzo giorno risorgerò. Quindi la parola centrale del brano: chi perderà la propria vita così, la troverà. Ci hanno insegnato a mettere l'accento sul perdere la vita. Ma se l'ascolti bene, senti che l'accento non è sul perdere, ma sul trovare. L'esito finale è “trovare vita”. Quella cosa che tutti gli uomini cercano, in tutti gli angoli della terra, in tutti i giorni che è dato loro di gustare: la fioritura della vita. Perdere per trovare. È la fisica dell'amore: se dai ti arricchisci, se trattieni ti impoverisci. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato.

                                                                                             E. Ronchi

sabato 22 agosto 2020

Notizie parrocchiali - 23 agosto 2020

  

INCONTRI DI PREGHIERA

Rosario in Famiglia: lunedì 24 agosto, ore 20,45 presso Carla Belotti, via Canova 4, Ricciano

 

Ogni mercoledì, ore 9, chiesa parrocchiale di Casale: momento di preghiera

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CATECHISTI CERCASI

Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie

Esegesi della Parola festiva - domenica 23 agosto 2020

 

Oggi il Vangelo propone due delle centinaia di domande che intessono il testo biblico: Cosa dice la gente? E voi che cosa dite? Gesù, riferiscono gli evangelisti, «non parlava alla gente se non con parabole» (Mt 13,34) e con domande. Gesù ha scelto queste due forme particolari di linguaggio perché esse compongono un metodo di comunicazione generativo e coinvolgente, che non lascia spettatori passivi. Lui era un maestro dell'esistenza, e voleva i suoi pensatori e poeti della vita: «Le risposte ci appagano e ci fanno stare fermi, le domande invece, ci obbligano a guardare avanti e ci fanno camminare» (Pier Luigi Ricci). Gesù interroga i suoi, quasi per un sondaggio d'opinione: La gente, chi dice che io sia?. La risposta della gente è univoca, bella e sbagliata insieme: Dicono che sei un profeta! Una creatura di fuoco e di luce, come Elia o il Battista; sei bocca di Dio e bocca dei poveri. Ma Gesù non è un uomo del passato, fosse pure il più grande di tutti, che ritorna. A questo punto la domanda, arriva esplicita, diretta: Ma voi, chi dite che io sia? Prima di tutto c'è un ma, una avversativa, quasi in opposizione a ciò che dice la gente. Come se dicesse: non si crede per sentito dire. Ma voi, voi con le barche abbandonate, voi che siete con me da anni, voi amici che ho scelto a uno a uno, che cosa sono io per voi? In questa domanda è il cuore pulsante della fede: chi sono io per te? Gesù non cerca formule o parole, cerca relazioni (io per te). Non vuole definizioni ma coinvolgimenti: che cosa ti è successo, quando mi hai incontrato? La sua domanda assomiglia a quelle degli innamorati: quanto conto per te? Che importanza ho nella tua vita? Gesù non ha bisogno della risposta di Pietro per avere informazioni o conferme, per sapere se è più bravo degli altri maestri, ma per sapere se Pietro è innamorato, se gli ha aperto il cuore. Cristo è vivo, solo se è vivo dentro di noi. Il nostro cuore può essere la culla o la tomba di Dio. Cristo non è le mie parole, ma ciò che di Lui arde in me. La risposta di Pietro è a due livelli: Tu sei il Messia, Dio che agisce nella storia; e poi, bellissimo: sei il figlio del Dio vivente. Figlio nella Bibbia è un termine tecnico: è colui che fa ciò che il padre fa, che gli assomiglia in tutto, che ne prolunga la vita. Tu sei Figlio del Dio vivente, equivale a: Tu sei il Vivente. Sei grembo gravido di vita, fontana da cui la vita sgorga potente, inesauribile e illimitata, sorgente della vita. Se cerchiamo oltre le parole, se scendiamo al loro momento sorgivo, possiamo ancora ascoltare la dichiarazione d'amore di Pietro: tu sei la mia vita! Trovando te ho trovato la vita.

                                                                                             E. Ronchi

venerdì 14 agosto 2020

Notizie parrocchiali - 15 agosto 2020

 

FESTA DELLA BEATA VERGINE ASSUNTA

Venerdì 14 agosto    ore 18,00          Messa prefestiva a Ramate

Sabato 15                  ore 10,30          Messa solenne a Casale

                                 ore 17,00          Messa prefestiva a Montebuglio

                                 ore 18.15          Messa prefestiva a Casale

 

ATTENZIONE: causa emergenza sanitaria non sono previste celebrazioni al santuario del Getsemani

Le funzioni di domenica 16 agosto seguiranno i normali orari festivi

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FESTA DI SAN ROCCO

copatrono della Cereda

Causa emergenza sanitaria le celebrazioni si terranno nella chiesa parrocchiale di Casale

Domenica 16 agosto, ore 11,15   Messa solenne e benedizione del pane

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BILANCIO PARROCCHIALE

E’ stato approvato il conto economico consuntivo della parrocchia di San Giorgio Martire relativo all’anno 2019.

Lo si torva allegato al Bollettino Parrocchiale del 19 luglio.

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CATECHISTI CERCASI

Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie

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INCONTRI DI PREGHIERA

Ogni mercoledì, ore 9, chiesa parrocchiale di Casale: momento di preghiera

 

Esegesi della Parola festiva - domenica 16 agosto 2020

 

La donna delle briciole, una madre straniera, intelligente e indomita, che non si arrende ai silenzi e alle risposte brusche di Gesù, è uno dei personaggi più simpatici del Vangelo. E Gesù, uomo di incontri, esce trasformato dall'incontro con lei. Una donna di un altro paese e di un'altra religione, in un certo senso “converte” Gesù, gli fa cambiare mentalità, lo fa sconfinare oltre Israele, gli apre il cuore alla fame e al dolore di tutti i bambini, che siano d'Israele, di Tiro e Sidone, figli di Raqqa o dei barconi, poco importa: la fame è uguale, il dolore è lo stesso, identico l'amore delle madri. No, dice la donna a Gesù, tu non sei venuto solo per quelli di Israele, ma anche per me, tu sei Pastore di tutto il dolore del mondo. Anche i discepoli sono coinvolti nell'assedio tenace della donna: Rispondile, così ci lascia in pace. Ma la posizione di Gesù è molto netta e brusca: io sono stato mandato solo per quelli della mia nazione, quelli della mia religione e della mia cultura. La donna però non si arrende: aiuta me e mia figlia! Gesù replica con una parola ancora più ruvida: Non si toglie il pane ai figli per gettarlo ai cani. I pagani, dai giudei, erano chiamati “cani” e disprezzati come tali. E qui arriva la risposta geniale della donna: è vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. È la svolta del racconto. Questa immagine illumina Gesù. Nel regno di Dio, non ci sono figli e no, uomini e cani. Ma solo fame e figli da saziare, e figli sono anche quelli che pregano un altro Dio. Donna, grande è la tua fede! Lei che non va al tempio, che non conosce la Bibbia, che prega altri dei, per Gesù è donna di grande fede. La sua grande fede sta nel credere che nel cuore di Dio non ci sono figli e cani, che Lui prova dolore per il dolore di ogni bambino, che la sofferenza di un uomo conta più della sua religione. Lei non conosce la fede dei catechismi, ma possiede quella delle madri che soffrono. Conosce Dio dal di dentro, lo sente all'unisono con il suo cuore di madre, lo sente pulsare nel profondo delle sue piaghe: «è con il cuore che si crede», scrive Paolo (Rm 10,10). Lei sa che Dio è felice quando una madre, qualsiasi madre, abbraccia felice la carne della sua carne, finalmente guarita. Avvenga per te come desideri. Gesù ribalta la domanda della madre, gliela restituisce: Sei tu e il tuo desiderio che comandate. La tua fede e il tuo desiderio sono come un grembo che partorisce il miracolo. Matura, in questo racconto, un sogno di mondo da abbracciare: la terra come un'unica grande casa, con una tavola ricca di pane e ricca di figli. E tutti, tutti sono dei nostri.

                                                                                             E. Ronchi

sabato 8 agosto 2020

Notizie parrocchiali - 9 agosto 2020


 FESTA DI SAN ROCCO

copatrono della Cereda

Causa emergenza sanitaria le celebrazioni si terranno nella chiesa parrocchiale di Casale

Domenica 16 agosto, ore 11,15   Messa solenne e benedizione del pane

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FESTA DI SAN LORENZO

Ramate – lunedì 10 agosto

ore 20.00  Santa Messa in onore di San Lorenzo diacono e martire.

                 Seguirà la tradizionale visita al Cimitero di Casale.

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FESTA DELLA BEATA VERGINE ASSUNTA

Venerdì 14       ore 18,00          Messa prefestiva a Ramate

Sabato 15         ore 10,30          Messa solenne a Casale

                         ore 17,00          Messa prefestiva a Montebuglio

                         ore 18.15          Messa prefestiva a Casale

ATTENZIONE: non sono previste celebrazioni al santuario del Getsemani

Le funzioni di domenica 16 agosto seguiranno i normali orari festivi

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CATECHISTI CERCASI

Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie

Esegesi della Parola festiva - domenica 9 agosto 2020

 Gesù dapprima assente, poi come un fantasma nella notte, poi voce sul vento e infine mano forte che ti afferra. Un crescendo, dentro una liturgia di onde, di tempesta, di buio. È commovente questo Gesù che passa di incontro in incontro: saluta i cinquemila appena sfamati, uno a uno, con le donne e i bambini; profumato di abbracci e di gioia, ora desidera l'abbraccio del Padre e sale sul monte a pregare. Poi, verso l'alba, sente il desiderio di tornare dai suoi. Di abbraccio in abbraccio: così si muoveva Gesù. A questo punto il Vangelo racconta una storia di burrasca, di paure e di miracoli che falliscono. Pietro, con la sua tipica irruenza, chiede: se sei figlio di Dio, comandami di venire a te camminando sulle acque. Venire a te, bellissima richiesta. Camminando sulle acque, richiesta infantile di un prodigio fine a se stesso, esibizione di forza che non ha di mira il bene di nessuno. E infatti il miracolo non va a buon fine. Pietro scende dalla barca, comincia a camminare sulle acque, ma in quel preciso momento, proprio mentre vede, sente, tocca il miracolo, comincia a dubitare e ad affondare. Uomo di poca fede perché hai dubitato? Pietro è uomo di poca fede non perché dubita del miracolo, ma proprio in quanto lo cerca. I miracoli non servono alla fede. Infatti Dio non si impone mai, si propone. I miracoli invece si impongono e non convertono. Lo mostra Pietro stesso: fa passi di miracolo sull'acqua eppure proprio nel momento in cui sperimenta la vertigine del prodigio sotto i suoi piedi, in quel preciso momento la sua fede va in crisi: Signore affondo! Quando Pietro guarda al Signore e alla sua parola: Vieni!, può camminare sul mare. Quando guarda a se stesso, alle difficoltà, alle onde, alle crisi, si blocca nel dubbio. Così accade sempre. Se noi guardiamo al Signore e alla sua Parola, se abbiamo occhi che puntano in alto, se mettiamo in primo piano progetti buoni, noi avanziamo. Mentre la paura dà ordini che mortificano la vita, i progetti danno ordini al futuro. Se guardiamo alle difficoltà, se teniamo gli occhi bassi, fissi sulle macerie, se guardiamo ai nostri complessi, ai fallimenti di ieri, ai peccati che ricorrono, iniziamo la discesa nel buio. Ringrazio Pietro per questo suo intrecciare fede e dubbio; per questo suo oscillare fra miracoli e abissi. Pietro, dentro il miracolo, dubita: Signore affondo; dentro il dubitare, crede: Signore, salvami! Dubbio e fede. Indivisibili. A contendersi in vicenda perenne il cuore umano. Ora so che qualsiasi mio affondamento può essere redento da una invocazione gridata nella notte, gridata nella tempesta come Pietro, dalla croce come il ladro morente.

                                                                                             E. Ronchi

sabato 1 agosto 2020

Notizie parrocchiali - 2 agosto 2020



VARIAZIONI D’ORARIO
Dal 27 luglio al 7 agosto, causa assenza del parroco, le celebrazioni feriali si terranno alle ore 9.00.
Per qualsiasi necessità ci si potrà rivolgere a don Adriano Miazza, parroco di Mergozzo e moderatore dell’U.P.M. 15, chiamando il recapito telefonico 333 645 5133.
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FESTA DI SAN LORENZO
Ramate – lunedì 10 agosto
ore 20.00  Santa Messa in onore di San Lorenzo diacono e martire.
                 Seguirà la tradizionale visita al Cimitero di Casale.
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FESTA DELLA BEATA VERGINE ASSUNTA
Venerdì 14       ore 18,00          Messa prefestiva a Ramate
Sabato 15         ore 10,30          Messa solenne a Casale
                         ore 17,00          Messa prefestiva a Montebuglio
                         ore 18.15          Messa prefestiva a Casale
ATTENZIONE: non sono previste celebrazioni al santuario del Getsemani
Le funzioni di domenica 16 agosto seguiranno i normali orari festivi
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CATECHISTI CERCASI
Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie
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BILANCIO PARROCCHIALE
E’ stato approvato il conto economico consuntivo della parrocchia di San Giorgio Martire relativo all’anno 2019.
Lo si trova allegato al BollettinoParrocchiale del 19 luglio.

Esegesi della Parola Festiva - domenica 2 agosto 2020


I discepoli, uomini pratici, suggeriscono: «Congeda la folla perché vadano a comprarsi da mangiare». Se non li congeda Lui, loro non se ne andranno. Ma Gesù non li manda via, non ha mai mandato via nessuno. Anzi dice ai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare». Mi intenerisce questo Gesù che non vuole allontanare da sé nessuno, che li vuole tutti intorno anche a mangiare. È una immagine femminile di Dio, un Dio che nutre e alimenta ogni vita. Quante volte nel Vangelo lo si vede intento a condividere il pasto con altri, e contento di questo, da Cana all'ultima cena fino a Emmaus. Così tanto amava mangiare con gli altri, tenerli vicini a sé, che ha fatto di questo mangiare insieme il simbolo di tutta la sua vita: «quando me ne andrò e non potrò più riunirvi e darvi il pane, spezzarlo e condividerlo insieme, voi potrete unirvi e mangiare me». Ci sono molti miracoli in questo racconto. Il primo è quello della folla che, scesa ormai la notte in quel luogo deserto, non se ne va e resta lì con Gesù, presa da qualcosa che lui solo ha e nessun altro sa dare. Il secondo sono i cinque pani e i due pesci che qualcuno mette nelle mani di Cristo, fidandosi, senza calcolare, senza trattenere qualcosa per sé. È poco ma è tutto, è poco ma è tutta la sua cena, è solo una goccia nel mare ma è quella goccia che può dare senso a tutta la sua vita (Madre Teresa). Il terzo miracolo: quel poco pane, quei pochi pesci bastano per tutti, bastano perché condivisi. Secondo una misteriosa regola divina, quello che spartisci con gli altri si accresce: quando il pane da mio diventa nostro, anziché diminuire si moltiplica. Il miracolo è che Dio ferma la fame del mondo attraverso le nostre mani quando imparano a donare. L'aveva detto: «Voi farete cose più grandi di me». Noi abbiamo la terra, tutta la terra da sfamare, ed è possibile, a patto che diventi possibile la condivisione. E infine: «Raccolsero gli avanzi in dodici ceste», una per ogni tribù di Israele, una per ogni mese dell'anno. Tutti mangiano e ne rimane per tutti e per sempre. E hanno valore anche le briciole, il poco che sei e che hai. Niente è troppo piccolo per non servire alla comunione. Niente è troppo piccolo di ciò che fai con tutto il cuore, perché ogni gesto 'totale', senza mezze misure, per quanto minimo, ci avvicina all'assoluto di Dio. Che diritto hanno i cinquemila di avere pane e pesce? L'unico loro diritto è la fame, l'unico titolo per ricevere è la povertà. Davanti a Dio io non ho nessun merito da vantare se non la mia povertà e la mia fame: la mia debolezza, diceva Paolo. E lui, il Dio che ama nutrire, verrà a dare pane a chi ha fame e ad accendere fame di cose grandi in chi è sazio di solo pane.
                                                                                             E. Ronchi

sabato 25 luglio 2020

Notizie parrocchiali - 26 luglio 2020



VARIAZIONI D’ORARIO
Dal 27 luglio al 7 agosto, causa assenza del parroco, le celebrazioni feriali si terranno alle ore 9.00.
Per qualsiasi necessità ci si potrà rivolgere a don Adriano Miazza, parroco di Mergozzo e moderatore dell’U.P.M. 15, chiamando il recapito telefonico 333 645 5133.
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FESTA DEI SANTI ANNA E GIOACCHINO
alla cappelletta della frazione di S. Anna - Sabato 25 luglio
ore 20.00  recita del Rosario
ore 20.30  celebrazione della Messa in onore di S. Anna, copatrona della parrocchia di Ramate. La funzione sarà presieduta da don Erminio Ruschetti e concelebrata da padre Joseph Irudaya Raj, don Marco Borghi e don Massimo Galbiati. Durante la Messa verrà celebrato il 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Erminio. Le offerte raccolte serviranno a coprire le spese sostenute per il bassorilievo.

In caso di maltempo la cerimonia si terrà nella chiesa parrocchiale di Ramate.
Un particolare ringraziamento va a tutte le persone che in qualunquee modo daranno il loro contributo alla riuscita della funzione.
Al termine verrà offerto un rinfresco a tutti i partecipanti.
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CHI VUOL ESSER GIORNALISTA?
La Stampa Diocesana Novarese, da sempre presente nei nostri territori con il settimanale L’Informatore, sta cercando nuove forze per far fronte all’impegno di mantenere l’informazione puntuale circa la vita e gli avvenimenti delle comunità del Cusio, sia dal punto di vista parrocchiale che per quanto riguarda la vita civile nei suoi diversi aspetti.
Se qualche persona di buona volontà, soprattutto qualche giovane in cerca di opportunità per la vita professionale, volesse provare a cimentarsi con tale interessante attività è invitato a segnalarsi inviando un messaggio – SMS, Whatsapp, Signal o Telegram – al recapito telefonico 334 246 0473.
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CATECHISTI CERCASI
Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie
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GRAZIE
In occasione della festa della Madonna di Pompei le offerte raccolte con la “fiera del dolce” ammontano a 551 euro. L’intera somma è stata devoluta al fondo di solidarietà della Caritas interparrocchiale per l’aiuto ai poveri.
Si ringraziano sentitamente tutti coloro che hanno in qualunque modo collaborato alla buona riuscita dell’iniziativa.

Esegesi della Parola festiva - domenica 26 luglio 2020


Un contadino e un mercante trovano tesori. Accade a uno che, per caso, senza averlo programmato, tra rovi e sassi, su un campo non suo, resta folgorato dalla scoperta e dalla gioia. Accade a uno che invece, da intenditore appassionato e determinato, gira il mondo dietro il suo sogno. Due modalità che sembrano contraddirsi, ma il Vangelo è liberante: l'incontro con Dio non sopporta statistiche, è possibile a tutti trovarlo o essere trovati da lui, sorpresi da una luce sulla via di Damasco, oppure da un Dio innamorato di normalità, che passa, come dice Teresa d'Avila, "fra le pentole della cucina", che è nel tuo campo di ogni giorno, là dove vivi e lavori e ami, come un contadino paziente. Tesoro e perla: nomi bellissimi che Gesù sceglie per dire la rivoluzione felice portata nella vita dal Vangelo. La fede è una forza vitale che ti cambia la vita. E la fa danzare. «Trovato il tesoro, l'uomo pieno di gioia va, vende tutti i suoi averi e compra quel campo». La gioia è il primo tesoro che il tesoro regala, è il movente che fa camminare, correre, volare: per cui vendere tutti gli averi non porta con sé nessun sentore di rinuncia (Gesù non chiede mai sacrifici quando parla del Regno), sembra piuttosto lo straripare di un futuro nuovo, di una gioiosa speranza. Niente di quello di prima viene buttato via. Il contadino e il mercante vendono tutto, ma per guadagnare tutto. Lasciano molto, ma per avere di più. Non perdono niente, lo investono. Così sono i cristiani: scelgono e scegliendo bene guadagnano. Non sono più buoni degli altri, ma più ricchi: hanno investito in un tesoro di speranza, di luce, di cuore. I discepoli non hanno tutte le soluzioni in tasca, ma cercano. Lo stesso credere è un verbo dinamico, bisogna sempre muoversi, sempre cercare, proiettarsi, pescare; lavorare il campo, scoprire sempre, camminare sempre, tirar fuori dal tesoro cose nuove e cose antiche. Mi piace accostare a queste parabole un episodio accaduto a uno studente di teologia, all'esame di pastorale. L'ultima domanda del professore lo spiazza: «come spiegheresti a un bambino di sei anni perché tu vai dietro a Cristo e al Vangelo?». Lo studente cerca risposte nell'alta teologia, usa paroloni, cita documenti, ma capisce che si sta incartando. Alla fine il professore fa: «digli così: lo faccio per essere felice!». È la promessa ultima delle due parabole del tesoro e della perla, che fanno fiorire la vita. Anche in giorni disillusi come i nostri, il Vangelo osa annunciare tesori. Osa dire che l'esito della storia sarà buono, comunque buono, nonostante tutto buono.
Perché Qualcuno prepara tesori per noi, semina perle nel mare dell'esistenza.
                                                                                             E. Ronchi

sabato 18 luglio 2020

Notizie parrocchiali - 19 luglio 2020



FESTA DEI SANTI ANNA E GIOACCHINO
alla cappelletta della frazione di S. Anna - Sabato 25 luglio
ore 20.00  recita del Rosario
ore 20.30  celebrazione della Messa in onore di S. Anna, copatrona della parrocchia di Ramate. La funzione sarà presieduta da don Erminio Ruschetti e concelebrata da padre Joseph Irudaya Raj, don Marco Borghi e don Massimo Galbiati. Durante la Messa verrà celebrato il 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Erminio. Le offerte raccolte serviranno a coprire le spese sostenute per il bassorilievo.

In caso di maltempo la cerimonia si terrà nella chiesa parrocchiale di Ramate.
Un particolare ringraziamento va a tutte le persone che in qualunquee modo daranno il loro contributo alla riuscita della funzione.
Al termine verrà offerto un rinfresco a tutti i partecipanti.
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FESTA DELLA MADONNNA DI POMPEI
Verrà celebrata sabato 18 e domenica 19 luglio presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio in Casale. Le funzioni seguiranno i normali orari prefestivi e festivi.
Durante la Messa di sabato 18 sarà amministrata l’Unzione degli Infermi; chi la volesse ricevere è pregato di preavvisare il parroco.

Sarà organizzata la tradizionale fiera del dolce, i cui proventi andranno a sostenere l’attività della Caritas interparrocchiale.
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CATECHISTI CERCASI
Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie
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CHI VUOL ESSER GIORNALISTA?
La Stampa Diocesana Novarese, da sempre presente nei nostri territori con il settimanale L’Informatore, sta cercando nuove forze per far fronte all’impegno di mantenere l’informazione puntuale circa la vita e gli avvenimenti delle comunità del Cusio, sia dal punto di vista parrocchiale che per quanto riguarda la vita civile nei suoi diversi aspetti.
Se qualche persona di buona volontà, soprattutto qualche giovane in cerca di opportunità per la vita professionale, volesse provare a cimentarsi con tale interessante attività è invitato a segnalarsi inviando un messaggio – SMS, Whatsapp, Signal o Telegram – al recapito telefonico 334 246 0473.
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GRAZIE
L’iniziativa di vendita della figäscinä tenutasi durante i due ultimi fine settimana ha permesso di raccogliere 1.400 euro, al netto delle spese di organizzazione. Come noto i fondi sono destinati al sostegno delle diverse iniziative parrocchiali.
Si ringraziano sentitamente i parrocchiani per la loro grande generosità e sensibilità, la panetteria Fenaroli che ha preparato i dolci a prezzo di costo e soprattutto i giovani organizzatori che si sono spesi per l’iniziativa donando tempo, pazienza ed energie.

Esegesi della Parola festiva - domenica 19 luglio 2020


Egli parlò loro di molte cose con parabole. Magia delle parabole: un linguaggio che contiene di più di quel che dice. Un racconto minimo, che funziona come un carburante: lo leggi e accende idee, suscita emozioni, avvia un viaggio tutto personale. Gesù amava il lago, i campi di grano, le distese di spighe e di papaveri, i passeri in volo. Osservava la vita (le piccole cose non sono vuote, sono racconto di Dio) e nascevano parabole. Oggi Gesù osserva un seminatore e intuisce qualcosa di Dio. Il seminatore uscì a seminare. Non 'un', ma 'il' seminatore, Colui che con il seminare si identifica, perché altro non fa' che immettere nel cuore e nel cosmo germi di vita. Uno dei più bei nomi di Dio: non il mietitore che fa i conti con le nostre povere messi, ma il seminatore, il Dio degli inizi, che dà avvio, che è la primavera del mondo, fontana di vita. Abbiamo tutti negli occhi l'immagine di un tempo antico: un uomo con una sacca al collo che percorre un campo, con un gesto largo della mano, sapiente e solenne, profezia di pane e di fame saziata. Ma la parabola collima solo fin qui. Il seguito è spiazzante: il seminatore lancia manciate generose anche sulla strada e sui rovi. Non è distratto o maldestro, è invece uno che spera anche nei sassi, un prodigo inguaribile, imprudente e fiducioso. Un sognatore che vede vita e futuro ovunque, pieno di fiducia nella forza del seme e in quel pugno di terra e rovi che sono io. Che parla addirittura di un frutto uguale al cento per uno, cosa inesistente, irrealistica: nessun chicco di frumento si moltiplica per cento. Un'iperbole che dice la speranza altissima e amorosa di Dio in noi. Tuttavia, per quanto il seme sia buono, se non trova acqua e sole, il germoglio morirà presto. Il problema è il terreno buono. Allora io voglio farmi terra buona, terra madre, culla accogliente per il piccolo germoglio. Come una madre, che sa quanto tenace e desideroso di vivere sia il seme che porta in grembo, ma anche quanto fragile, vulnerabile e bisognoso di cure, dipendente quasi in tutto da lei. Essere madri della parola di Dio, madri di ogni parola d'amore. Accoglierle dentro sé con tenerezza, custodirle e difenderle con energia, allevarle con sapienza. Ognuno di noi è una zolla di terra, ognuno è anche un seminatore. Ogni parola, ogni gesto che esce da me, se ne va per il mondo e produce frutto. Che cosa vorrei produrre? Tristezza o germogli di sorrisi? Paura, scoraggiamento o forza di vivere? Se noi avessimo occhi per guardare la vita, se avessimo la profondità degli occhi di Gesù, allora anche noi comporremmo parabole, parleremmo di Dio e dell'uomo con parabole, con poesia e speranza, proprio come faceva Gesù.
                                                                                             E. Ronchi

domenica 12 luglio 2020

Notizie parrocchiali - 12 luglio 2020



FESTA DELLA MADONNNA DI POMPEI
Verrà celebrata sabato 18 e domenica 19 luglio presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio in Casale. Le funzioni seguiranno i normali orari prefestivi e festivi.
Durante la Messa di sabato 18 sarà amministrata l’Unzione degli Infermi; chi la volesse ricevere è pregato di preavvisare il parroco.

Sarà organizzata la tradizionale fiera del dolce, i cui proventi andranno a sostenere l’attività della Caritas interparrocchiale.
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CATECHISTI CERCASI
Le nostre comunità hanno bisogno di catechisti; chi si rende disponibile per questo servizio molto importante per i nostri ragazzi lo comunichi a don Massimo. Grazie
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CHI VUOL ESSER GIORNALISTA?
La Stampa Diocesana Novarese, da sempre presente nei nostri territori con il settimanale L’Informatore, sta cercando nuove forze per far fronte all’impegno di mantenere l’informazione puntuale circa la vita e gli avvenimenti delle comunità del Cusio, sia dal punto di vista parrocchiale che per quanto riguarda la vita civile nei suoi diversi aspetti.
Se qualche persona di buona volontà, soprattutto qualche giovane in cerca di opportunità per la vita professionale, volesse provare a cimentarsi con tale interessante attività è invitato a segnalarsi inviando un messaggio – SMS, Whatsapp, Signal o Telegram – al recapito telefonico 334 246 0473.
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RIPRENDONO LE CELEBRAZIONI A MONTEBUGLIO
A partire dal 27 giugno la Messa prefestiva delle ore 17 viene celebrata nuovamente Montebuglio.

Esegesi della Parola festiva - domenica 12 luglio 2020


Egli parlò loro di molte cose con parabole. Magia delle parabole: un linguaggio che contiene di più di quel che dice. Un racconto minimo, che funziona come un carburante: lo leggi e accende idee, suscita emozioni, avvia un viaggio tutto personale. Gesù amava il lago, i campi di grano, le distese di spighe e di papaveri, i passeri in volo. Osservava la vita (le piccole cose non sono vuote, sono racconto di Dio) e nascevano parabole. Oggi Gesù osserva un seminatore e intuisce qualcosa di Dio. Il seminatore uscì a seminare. Non 'un', ma 'il' seminatore, Colui che con il seminare si identifica, perché altro non fa' che immettere nel cuore e nel cosmo germi di vita. Uno dei più bei nomi di Dio: non il mietitore che fa i conti con le nostre povere messi, ma il seminatore, il Dio degli inizi, che dà avvio, che è la primavera del mondo, fontana di vita. Abbiamo tutti negli occhi l'immagine di un tempo antico: un uomo con una sacca al collo che percorre un campo, con un gesto largo della mano, sapiente e solenne, profezia di pane e di fame saziata. Ma la parabola collima solo fin qui. Il seguito è spiazzante: il seminatore lancia manciate generose anche sulla strada e sui rovi. Non è distratto o maldestro, è invece uno che spera anche nei sassi, un prodigo inguaribile, imprudente e fiducioso. Un sognatore che vede vita e futuro ovunque, pieno di fiducia nella forza del seme e in quel pugno di terra e rovi che sono io. Che parla addirittura di un frutto uguale al cento per uno, cosa inesistente, irrealistica: nessun chicco di frumento si moltiplica per cento. Un'iperbole che dice la speranza altissima e amorosa di Dio in noi. Tuttavia, per quanto il seme sia buono, se non trova acqua e sole, il germoglio morirà presto. Il problema è il terreno buono. Allora io voglio farmi terra buona, terra madre, culla accogliente per il piccolo germoglio. Come una madre, che sa quanto tenace e desideroso di vivere sia il seme che porta in grembo, ma anche quanto fragile, vulnerabile e bisognoso di cure, dipendente quasi in tutto da lei. Essere madri della parola di Dio, madri di ogni parola d'amore. Accoglierle dentro sé con tenerezza, custodirle e difenderle con energia, allevarle con sapienza. Ognuno di noi è una zolla di terra, ognuno è anche un seminatore. Ogni parola, ogni gesto che esce da me, se ne va per il mondo e produce frutto. Che cosa vorrei produrre? Tristezza o germogli di sorrisi? Paura, scoraggiamento o forza di vivere? Se noi avessimo occhi per guardare la vita, se avessimo la profondità degli occhi di Gesù, allora anche noi comporremmo parabole, parleremmo di Dio e dell'uomo con parabole, con poesia e speranza, proprio come faceva Gesù.
                                                                                             E. Ronchi

domenica 5 luglio 2020

Domenica 12 luglio la figäscinä a Ramate


VENDITA FOCACCINA PRO PARROCCHIA

L’iniziativa ha avuto un successo tale da stupire e sorprendere gli organizzatori. Entro la serata di sabato 4 luglio tutte le 330 confezioni preparate erano andate letteralmente a ruba, non permettendo la distribuzione prevista a Ramate per il giorno successivo.
Ma non temete, M&M non demordono e saranno presenti domenica prossima, 12 luglio presso la piazza della chiesa di Ramate, con la tradizionale figäscinä preparata dalla panetteria Fenaroli. Il costo sarà di 5€ al sacchetto e il ricavato verrà devoluto alle nostre parrocchie come piccolo sostegno in questi momenti di emergenza.
In caso non si riuscisse a presentarsi per il ritiro, sarà possibile trovare una soluzione alternativa chiamando i recapiti telefonici 342 002 3427, 347 473 3700 o 340 721 3068.



sabato 4 luglio 2020

Notizie parrocchiali - 5 luglio 2020



FESTA DELLA MADONNNA DI POMPEI
Verrà celebrata sabato 18 e domenica 19 luglio presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio in Casale. Le funzioni seguiranno i normali orari prefestivi e festivi. Durante la Messa di sabato 18 sarà amministrata l’Unzione degli Infermi; chi la volesse ricevere è pregato di preavvisare il parroco.
Sarà organizzata la tradizionale fiera del dolce, i cui proventi andranno a sostenere l’attività della Caritas interparrocchiale.
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FESTA DEL SACRO CUORE
GATTUGNO -  DOMENICA 12 LUGLIO
Ore 11.15        Messa solenne
Ore 15.30         Vespri, Adorazione e Benedizione Eucaristica
                         a seguire tombolata benefica
Per l’occasione è sospesa la celebrazione di sabato 11 a Montebuglio.
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VENDITA FOCACCINA PRO PARROCCHIA
Dopo il successo della vendita di dolci, ecco la nuova iniziativa “Ripartiamo con dolcezza!”. Sabato 4 Luglio alle ore 17 a Montebuglio e dalle ore 18 presso l'area delle cappelle a Casale e Domenica 5 Luglio presso la piazza della chiesa a Ramate, ci troverete con la tradizionale figäscinä cucinata dalla panetteria Fenaroli. Il costo sarà di 5€ al sacchetto e il ricavato verrà devoluto alla nostra Parrocchia come piccolo sostegno in questi momenti di emergenza. Vi aspettiamo!
In caso non si riuscisse a presentasi per il ritiro, sarà possibile trovare una soluzione alternativa chiamando i recapiti telefonici 342 002 3427, 347 473 3700 o 340 721 3068
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RIPRENDONO LE CELEBRAZIONI A MONTEBUGLIO
A partire dal 27 giugno la Messa prefestiva delle ore 17 viene celebrata nuovamente Montebuglio.