GUARDARE
AVANTI, SEMPRE! (Lc. 9,51-62)
“Prese
la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”.
Davanti a Gesù ormai si stanno delineando due ipotesi abbastanza
chiare: utilizzare le risorse a sua disposizione per difendersi dai
suoi nemici ed evitare ciò che essi volevano, cioè, la sua morte,
oppure accettare di andare avanti fino in fondo, anche a costo di
rimetterci la vita, utilizzando unicamente le armi dell’amore. Gesù
ha scelto chiaramente la seconda ipotesi, come si può facilmente
capire dalla frase di inizio. Dunque, Gesù ha fatto la sua scelta,
chiara e irrevocabile, costi quello che costi! Ma chiede anche a noi
di fare altrettanto. Infatti, il Vangelo di oggi ci propone la
richiesta di alcuni che vorrebbero seguire Gesù, ma senza la chiara
volontà di staccarsi da ciò che lasciano: “Signore,
permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. “Ti seguirò,
Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia”.
Gesù invece, detta le condizioni per chi lo vuole seguire: deve
mettersi in cammino e staccare il cuore dalle cose che lascia!
L’invito di Gesù non ammette compromessi con le cose del mondo,
poiché al di sopra di ogni cosa ci deve essere l’annuncio del
regno: “…tu
invece va’ e annuncia il regno di Dio”.
Oggi ci troviamo di fronte un Gesù dal volto serio, è un Gesù dal
volto duro quello che si avvia verso Gerusalemme, ma questo è
necessario perché nulla possa fermare il suo passo né deviare il
suo cammino, finché tutto non sia compiuto, consumato. La scelta di
seguire Gesù porta con sé una doppia radicalità: la prima svolta
essenziale è tra l’avere e l’essere. Seguire Gesù è liberarsi
dall’avidità delle cose, dall’accumulo, dalla ricchezza a tutti
i costi, che finisce per farci schiavi e forzati. Ci si ritrova in
una condizione assoggettata dal deterioramento e dalla morte.
Scegliere la modalità esistenziale dell’essere significa libertà,
creatività, condivisione e gioia di vivere nell’amore. La seconda
svolta consiste nel dare assoluta priorità all’annuncio del regno
di Dio, che viene prima di tutto, prima delle cose e degli affetti,
prima dei riti e dei precetti. L’annuncio del Vangelo non è contro
queste cose, ma semplicemente viene prima perché conta di più;
esige risolutezza non perché i riti e i legami familiari siano
svalorizzati, ma perché, insieme a tutti gli altri, dobbiamo
diventare prima di ogni cosa “famiglia
di Dio”.
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