mercoledì 15 giugno 2016

Il pensiero di don Pietro - domenica 12 giugno 2016

UNO SGUARDO LIBERO E PURO (Lc. 7,36-8,3)
Il peccato è quella cosa che ci allontana da Dio e dai fratelli e ci rende la vita più triste e difficile. Se pure siamo costantemente insidiati dal peccato, il nostro desiderio è quello di liberarcene e vivere liberi e sereni sulla via del bene. L’anno della Misericordia ci ricorda che Dio viene in nostro soccorso proprio per offrirci il perdono, cioè, la possibilità concreta di vivere liberi e sereni risanando le ferite del peccato. Il Vangelo di oggi ci aiuta a capire e ad accogliere la misericordia di Dio annunciata da Gesù. Ci troviamo a casa di un fariseo che aveva invitato Gesù a casa sua, quando giunge una peccatrice di quella città che compie su di lui alcuni gesti di affetto e di amore vero. Ma il fariseo non sa capire il vero senso di quei gesti e la giudica per quello che è: una peccatrice; non solo, egli giudica anche Gesù sospettando che non sia un vero profeta: “Se costui fosse un profeta saprebbe chi è quella donna che lo tocca…” Il primo insegnamento è che nei nostri rapporti con i fratelli dobbiamo togliere il sospetto, sostituendolo con la fiducia. Il sospetto corrode, inacidisce, e il legame diventa fragile, sempre in bilico, non resiste a lungo. Gesù ci insegna che solo uno sguardo amorevole e di fiducia può custodire un affetto, un’amicizia o un amore anche nel momento della difficoltà. Solo uno sguardo amorevole e di fiducia ci aiuta a conoscere la verità e a custodire un legame anche a caro prezzo. E questo vale anche nei confronti di Dio, che non deve essere messo alla prova, ma semplicemente creduto comunque vadano le cose. Gesù invita Simone, il fariseo, alla conversione dello sguardo, al cambio di prospettiva, a guardare la donna in relazione a lui e non ai suoi peccati, che peraltro non vengono nominati. La donna è guidata da una fiducia incondizionata in Gesù, non chiede e non dice nulla, i suoi gesti sono sufficienti ad esprimere l’atteggiamento della vera conversione. E siamo al secondo insegnamento, cioè, la motivazione profonda che spinge al perdono: l’amore. Infatti, Gesù dice al fariseo: “…sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato”. E’ l’atteggiamento di sincero amore nei confronti di Gesù che permette alla donna di ottenere il perdono, nonostante i suoi peccati. Gesù, profondo conoscitore dell’umanità, sa che ciascuno ha bisogno di un proprio percorso di conversione, ma ci chiede sempre uno sguardo amorevole e fiducioso con tutti.

                                                                                                     don Pietro

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