UNO
SGUARDO LIBERO E PURO (Lc. 7,36-8,3)
Il peccato è quella
cosa che ci allontana da Dio e dai fratelli e ci rende la vita più triste e difficile.
Se pure siamo costantemente insidiati dal peccato, il nostro desiderio è quello
di liberarcene e vivere liberi e sereni sulla via del bene. L’anno della
Misericordia ci ricorda che Dio viene in nostro soccorso proprio per offrirci
il perdono, cioè, la possibilità concreta di vivere liberi e sereni risanando
le ferite del peccato. Il Vangelo di oggi ci aiuta a capire e ad accogliere la
misericordia di Dio annunciata da Gesù. Ci troviamo a casa di un fariseo che
aveva invitato Gesù a casa sua, quando giunge una peccatrice di quella città
che compie su di lui alcuni gesti di affetto e di amore vero. Ma il fariseo non
sa capire il vero senso di quei gesti e la giudica per quello che è: una peccatrice;
non solo, egli giudica anche Gesù sospettando che non sia un vero profeta: “Se
costui fosse un profeta saprebbe chi è quella donna che lo tocca…” Il
primo insegnamento è che nei nostri rapporti con i fratelli dobbiamo togliere
il sospetto, sostituendolo con la fiducia. Il sospetto corrode, inacidisce, e il
legame diventa fragile, sempre in bilico, non resiste a lungo. Gesù ci insegna
che solo uno sguardo amorevole e di fiducia può custodire un affetto, un’amicizia
o un amore anche nel momento della difficoltà. Solo uno sguardo amorevole e di
fiducia ci aiuta a conoscere la verità e a custodire un legame anche a caro
prezzo. E questo vale anche nei confronti di Dio, che non deve essere messo
alla prova, ma semplicemente creduto comunque vadano le cose. Gesù invita
Simone, il fariseo, alla conversione dello sguardo, al cambio di prospettiva, a
guardare la donna in relazione a lui e non ai suoi peccati, che peraltro non vengono
nominati. La donna è guidata da una fiducia incondizionata in Gesù, non chiede
e non dice nulla, i suoi gesti sono sufficienti ad esprimere l’atteggiamento
della vera conversione. E siamo al secondo insegnamento, cioè, la motivazione
profonda che spinge al perdono: l’amore. Infatti, Gesù dice al fariseo: “…sono
perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato”. E’
l’atteggiamento di sincero amore nei confronti di Gesù che permette alla donna
di ottenere il perdono, nonostante i suoi peccati. Gesù, profondo conoscitore
dell’umanità, sa che ciascuno ha bisogno di un proprio percorso di conversione,
ma ci chiede sempre uno sguardo amorevole e fiducioso con tutti.
don Pietro
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